Negato l’eterno riposo sul mare
Finiti i loculi nel cimitero. La rabbia dei residenti: «Non abbiamo strade nè luci, ci hanno dimenticato»
SASSARI. I problemi all’Argentiera sono tanti, il sentimento comune tra gli abitanti è invece uno solo: «Ci hanno abbandonato».
L’ultima amara considerazione dei residenti di una delle borgate più suggestive di Sassari è che «ora, qui, è persino vietato morire». La ragione? Sono finiti i loculi.
Un problema non di poco conto se si considera che all’Argentiera abitano molti anziani che in questo angolo lontano dalla città, fatto di contrasti tra l’azzurro del mare e il grigio delle antiche miniere, hanno trascorso l’intera esistenza: «Vogliamo essere seppelliti qui, a casa nostra».
Alcuni giorni fa l’assessore comunale Ottavio Sanna ha partecipato alla cerimonia per la commemorazione dei defunti proprio nel cimitero senza loculi. Una presenza importante, che ha rappresentato di certo un segnale di attenzione. Attraverso Francesco Podda – della circoscrizione unica “Insieme per l’agro” – l’esponente della giunta Sanna ha preso un impegno preciso: quello, cioè, di «un intervento tempestivo».
Mario Nonne, abitante della borgata, prova a suggerire delle proposte: «Qui o si fa l’esproprio e si crea uno spazio nuovo per l’Argentiera e per le altre borgate vicine oppure si possono ricavare altri loculi nelle file in alto o a fianco al muro, considerato che ci sono gli spazi. Bisogna però avere la volontà di farlo, sedersi intorno a un tavolo e decidere». Con l’ultimo anziano morto alcuni giorni fa i posti per “l’eterno riposo fronte mare” sono esauriti definitivamente. «Come si fa? I familiari saranno costretti a scavare e mettere i propri cari sotto terra – continua Nonne – Qui se muore qualcuno è un disastro. Seppelliti a Sassari? Non se ne parla nemmeno, io un mio familiare non ce lo porterei lì».
Ma a quello del cimitero “off limits”si aggiungono altri disservizi. Stefania Mura ha la madre malata di Alzheimer: «Non posso portarla nemmeno a fare un giro, le strade sono messe malissimo e non sappiamo più a chi rivolgerci per vedere risolti problemi che segnaliamo da tantissimo tempo. Nulla però cambia, eppure le tasse le paghiamo come tutti gli altri, ci sentiamo abbandonati e dimenticati, non possono ricordarsi di noi solo per le votazioni». Il riferimento è chiaramente all’amministrazione comunale. «L’Argentiera è un bel posto, i tanti turisti che d’estate vengono qui vivono i soliti disagi – aggiunge – Vogliamo parlare dell’acqua? Altro disservizio che ogni anno rischia di farci impazzire».
Al momento, comunque, loculi e viabilità interna sono le due priorità. Ignazia Scanu è addirittura caduta con la moto: «Abito nella parte alta della miniera vecchia, le strade non ci sono proprio, non abbiamo neppure l’illuminazione. Un po’ di tempo fa sono caduta, per fortuna è andata bene. Ma sta per arrivare l’inverno e con la pioggia la situazione peggiora. Non è giusto che la nostra borgata sia in queste condizioni. Ci vivono delle persone, come fanno a dimenticarlo?».
Tonino Lai, 74 anni, se la prende con il Comune: «Ci hanno trascurato in tutto. Quando c’è stato l’ultimo temporale sono arrivati dopo parecchi giorni, un intervento tampone e via. Devono fare qualcosa subito, stiamo pagando le tasse e allora perché non si impegnano seriamente? È come se non esistessimo».
«È difficile per un giovane del posto riflettere sulla morte – spiega Francesco Podda – Ma all’anziano che è nato qui, il solo pensiero di dover lasciare l’amata Argentiera per essere seppellito altrove, porta via anni di vita. Ho parlato con loro e ho notato i visi tristi. Mi hanno chiesto di non mollare e di continuare a sollecitare gli amministratori. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti».
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