Giovani migranti ospitati dalle famiglie di Valledoria
Al via un progetto di coesione sociale rivolto ai minori non accompagnati L’amministrazione favorisce rapporti di amicizia finalizzati all’integrazione
VALLEDORIA. Un ragazzino da ospitare a casa a pranzo o magari per il fine settimana come un nipote, o un amico dei propri figli. Succederà a Valledoria dove alcune famiglie si sono dichiarate disponibili a intessere un rapporto di conoscenza con uno dei sette minori non accompagnati ospitati nel centro di accoglienza. Uno scorcio di normalità per giovanissimi che di normalità ne hanno conosciuta ben poca.
Con delibera della giunta comunale del 2 novembre scorso è stato approvato all’unanimità il piano di coesione sociale predisposto dal settore delle politiche sociali del Comune di Valledoria, in collaborazione con il centro di accoglienza per migranti, gestito dalla cooperativa “Le tre Fontane”, che è rivolto all’accoglienza e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati. Il progetto segue in linea di massima le indicazioni predisposte dalla giunta regionale che con una delibera del 3 maggio scorso aveva approvato il piano regionale per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati. Così l’amministrazione comunale valledoriana, rilevato che nel centro di accoglienza per migranti risultano ospiti ben sette profughi minorenni, non ha esitato a predisporre un piano di accoglienza che troverà attuazione presso le famiglie di Valledoria. Infatti saranno queste ultime, a ospitare i minori nelle proprie case. «Il nostro sforzo - dichiara l’assessore ai Servizi sociali del comune di Valledoria Beatrice Serra - è quello di creare un clima di coesione tra i nostri ospiti e la comunità di Valledoria. Diverse famiglie di Valledoria si sono dichiarate disponibili a ospitare i minori almeno una volta a settimana a casa loro». L’assessore Serra spiega che prima di proiettare il minore presso la famiglia che si offre a dare la sua accoglienza, ci saranno degli incontri formativi e conoscitivi tra gli stessi minori e le famiglie. «In realtà abbiamo programmato degli incontri - spiega Beatrice Serra - che si terranno nella biblioteca comunale per fare conoscere i nostro ospiti alle famiglie, che si offriranno per prendersi cura di loro. Successivamente in base a questi incontri si valuterà quali sono le famiglie più in sintonia con le esigenze degli ospiti. Naturalmente anche i ragazzi dovranno dire la loro su dove andare a passare il fine settimana». Insomma, lo spirito dell’amministrazione comunale con l’approvazione di questo progetto è quello di valorizzare il capitale umano e le competenze, al fine di creare così un clima di collaborazione e fiducia con le persone straniere ospitate. Ma con tale progetto si vuole sensibilizzare ancor più la popolazione di Valledoria sui reali problemi e i rischi che i minori corrono se si interrompono le relazioni umane, evitando al contempo di sentirsi emarginati ed estranei alla cultura del luogo di accoglienza. «Si vuole confidare nell’affidamento famigliare - si legge nella delibera della Giunta comunale - quale forma alternativa alla case di accoglienza, e favorire un ricongiungimento ideale, attraverso internet con la famiglia di origine per far sentire meno soli questi giovani ospiti».
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