Le fioriere al centro in stato di abbandono
OSSI. Giardini e verde erano una volta caratteristica importante per chi arrivava ad Ossi. Da una parte la vallata di S’Erimu, dall’altra il verde intenso delle pendici di Sa Dragonaja: di fronte il...
OSSI. Giardini e verde erano una volta caratteristica importante per chi arrivava ad Ossi. Da una parte la vallata di S’Erimu, dall’altra il verde intenso delle pendici di Sa Dragonaja: di fronte il grande tappeto d’edera che s’affacciava sul retro del comune vecchio. Quest’ultimo è sparito qualche mese fa in seguito ad un taglio radicale dovuto, pare, a ragioni di pericolo per l’incolumità dei passanti. Ora sono le fioriere che arredano, si fa per dire, il centro ad entrare in agonia, immerse nel seccume e nell’abbandono. Dovevano essere il simbolo di un decoro urbano ritrovato; così alcuni anni fa sono comparse lungo le strade del centro abitato, belle e luccicanti in un viola elegante e inquieto, ciascuna con essenze ed arbusti vivaci e gradevoli. Tutto sommato l’idea è stata accolta positivamente da parte dei cittadini che ne hanno usufruito davanti a casa, meno gratificati coloro che non hanno goduto del privilegio. Qualche critica per qualcuno che è sembrato favorito per il numero di fioriere sulla propria via e magari davanti a casa. Poi, col tempo, voci e fioriere hanno cominciato a sbiadire, il viola ad appannarsi, fiori ed arbusti ad afflosciarsi sulle erbacce. A questo punto avviene il miracolo e le fioriere son tornate a nuova vita. Qualcuno ha pensato che potevano essere destinate ad altro uso di utilità pubblica. Così molte di loro hanno cominciato a ricoprire il ruolo di dissuasori da collocare lungo i divieti della segnaletica stradale contro gli automobilisti indisciplinati. Alcune sono state collocate a protezione delle strisce pedonali, altre dei parcheggi, altre agli incroci, altre a difesa dei divieti di accesso. Nel frattempo nessuno riteneva porre rimedio alla loro arsura, nemmeno un goccio d’acqua anche dal Padreterno in questo periodo di inesorabile “seccagna”. Le piantine cominciano così a perdere foglie e vigore e al loro posto compaiono gramigna ed erbacce. E, vista l’inutilità rispetto alla loro primaria destinazione, vista anche la scarsa considerazione nei loro confronti da parte della pubblica amministrazione, molti cittadini poco sensibili hanno cominciato ad usare le fioriere come portarifiuti, porta cicche, cestini per il vetro e la cartaccia. Salvo qualcuna amorevolmente curata dal padrone della casa vicina.
Pietro Simula
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