La Nuova Sardegna

Sassari

Tensione in maggioranza, Franco Era si dimette

di Giovanni Bua
Tensione in maggioranza, Franco Era si dimette

Il consigliere del centro democratico lascia la presidenza della IV commissione «Segnale per sottolineare il malessere dei monogruppo sul governo della città»

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SASSARI. Un robusto mal di pancia di metà mandato. Legato non tanto, o almeno non solo, ai mai soddisfacenti equilibri di giunta, ma al «metodo». Che, scollinato il secondo anno e mezzo di governo della città, da forma diventa sostanza. A farsene portavoce Franco Era, consigliere del Centro Democratico ma soprattutto rappresentante dei cinque “monogruppo”, da mesi in guerriglia col sindaco Sanna tra commissioni e consigli abbandonati dopo l’appello, duri documenti pubblici e piccate mail private.

Proteste “bianche” alle quali Era ha aggiunto nei giorni scorsi le sue irrevocabili dimissioni da presidente della IV commissione (quella che si occupa di Lavori pubblici), protocollate con una Pec inviata alla presidente del consiglio comunale Esmeralda Ughi il 28 ottobre. Dimissioni partite dallo scorso 31 ottobre.

In realtà non un gesto particolarmente clamoroso, visto che lo stesso Era richiama il già concordato “rimpastone” delle presidenze delle commissioni in programma per fine dicembre. Ma comunque un segnale politico importante, che preannuncia l’ennesimo inverno caldo per il sindaco che si potrebbe trovare costretto a riaprire, per l’ennesima volta in questa tormentata consiliatura, i giochi in giunta.

«Sia chiaro – sottolinea però Franco Era – che non è un problema di poltrone quello che io, e in generale i monogruppo, poniamo. Anzi. Quello che diciamo è che vista la ritrovata serenità in maggioranza, questo è il momento di un cambio di passo. Io non ho attaccato il sindaco quando c’erano gli “assessori con la valigia”, non ho posto certo problemi quando non c’era ancora il direttore generale, o importanti assetti erano ancora da definire. Ma ora non ci sono ostacoli. E il prossimo agosto faremo la quarta discesa dei candelieri. Non è dunque più tempo di programmi, ma di realizzazioni. Non è più tempo di chiedere o ascoltare, ma di dare seguito a decisioni già prese in consiglio, o contenute nel programma».

Punti caldi che Era ha messo giù in una dettagliata relazione messa in piedi proprio dalla commissione che presiedeva fino a qualche giorno fa (e della quale continuerà ad essere membro): «Abbiamo analizzato tutto il programma e fatto una corposa relazione con annessi i verbali di tutte le riunioni e dei numerosi sopralluoghi. Abbiamo affrontato temi fondamentali, legati alla città, alle borgate, alle periferie e all’afgro, alle politiche abitative, alle strutture sportive. Abbiamo chiesto collaudi di opere finite, lumi sugli interventi in corso, proposto nuovi lavori da programmare. Su questi temi, dettagliatamente esposti, chiediamo un cambio di passo. A chiedere a gran voce questo servono oggi le mie dimissioni».

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