Parco dell’Asinara, lavori infiniti per la sede
Rescisso il contratto con l’azienda sassarese che si era aggiudicata l’appalto Il vice presidente Diana: «Faremo il possibile per renderla operativa nel 2017»
PORTO TORRES. Volavano lastre metalliche lunghe 15 metri dalla parte superiore della struttura ex Onmi di via Ponte Romano nella notte ventosa di martedì. Un immobile che l’Ente Parco Asinara ha acquistato qualche anno fa dal Comune per ristrutturarlo e farlo diventare nuova sede. Sono intervenuti i vigili del fuoco intorno alle 23 - allertati dalla segnalazione dei residenti che abitano nei palazzi vicini – per mettere in sicurezza una situazione che rischiava di creare seri problemi alle abitazioni e alla strada dove transitano le auto. Le lamiere era ancora imballate in attesa di essere posizionate a copertura del tetto, ma il vento forte che spirava le ha trascinate sugli alberi e nel cortile della Soprintendenza archeologica. I vigili, al comando del caposquadra Mario Zingo, hanno lavorato per circa tre ore sul tetto della struttura, rischiando anche di pregiudicare la loro sicurezza per le forte raffiche di vento che provenivano dal vicino porto. Sono riusciti a legare tutto il blocco delle lamiere in alluminio, evitando così che le stesse potessero andare a finire sulle palazzine oppure sul marciapiede sottostante. I lavori di ristrutturazione della struttura che dovrebbe ospitare gli uffici del Parco sono andati molto a rilento nell’ultimo anno, la riprova sono le lamiere ancora da sistemare, e nei giorni scorsi l’Ente ha accolto la richiesta di rescissione del contratto presentata dall’azienda Costa di Sassari. La ditta terminerà alcune lavorazioni entro il 15 novembre, che saranno pagate con la presentazione delle fatture, e i lavori che rimangono ancora da fare saranno valutati dall’ufficio tecnico dell’Ente Parco. L’impresa era presumibilmente in sofferenza economica, considerato che i lavori previsti nel cronoprogramma sono andati molto a rilento e ultimati solo al 50 per cento. Secondo il legale i due professionisti incaricati dal Consiglio direttivo, per risolvere la querelle con l’azienda che aveva vinto l’appalto, i lavori sarebbero ripresi e terminati nel giugno scorso. Una vicenda che per circa un anno ha assunto contorni kafkiani, e la riprova era confermata dal punto sulla nuova sede del Parco che veniva regolarmente inserito in quasi tutti gli ordini del giorno del Consiglio direttivo. Questo perché la sede attuale del Parco, in via Josto, è piccola e poco funzionale sia per svolgere l’attività amministrativa sia per le riunioni. «Faremo di tutto affinchè la sede dell’Ente Parco sia pronta e operativa almeno nei primi mesi del 2017 – dice il vicepresidente Antonio Diana –, e con la rescissione del contratto l’azienda si è mostrata sensibile alle nostre esigenze».
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