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Sassari, il sindaco Sanna: «Accoglienza, situazione incredibile: possiamo fare ben poco»

Sassari, il sindaco Sanna: «Accoglienza, situazione incredibile: possiamo fare ben poco»

Il Comune è tagliato fuori dalla partita. La gestione è tutta della Prefettura

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SASSARI. Il Comune, sul versante accoglienza, è tagliato fuori dalla partita. La gestione è tutta della Prefettura, e il coinvolgimento degli enti locali è inesistente. «Purtroppo – dice il sindaco – anche finita la fase dell’emergenza, e cominciata quella dell’integrazione vera e propria, ci troviamo ancora una volta con le mani legate. Non abbiamo strumenti per venire incontro ai rifugiati politici, perché la normativa ci impone dei vincoli strettissimi. Se volessimo inserirli nelle graduatorie per ottenere un alloggio, non possiamo farlo perché sono sono in città da poco tempo. Stesso discorso per aver diritto all’assistenza per le povertà estreme. Occorre essere residenti da un tot di anni per usufruire dei sussidi. In più non ci sono posti nei centri di accoglienza per senzatetto, e la situazione è davvero critica».

L’unica possibilità che resta ai comuni è l’attivazione dello Sprar, ovvero il Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati gestito dagli enti locali e finanziato al 95 per cento dallo Stato. Consiste nell’inserimento dei rifugiati politici in strutture di piccole dimensioni; l'erogazione di buoni spesa per il vitto; l'orientamento ai servizi del territorio; il supporto di un mediatore linguistico; la facilitazione nell’accesso ai servizi socio-sanitari ed educativi (corsi di italiano, inserimento scolastico per minori). Inoltre i servizi di integrazione riguardano: l'orientamento al lavoro; l'inserimento in corsi di formazione; di riqualificazione professionale e un supporto nella ricerca lavoro e casa. In pratica tutto quel kit di istruzione pratiche alla sopravvivenza urbana che manca ai 12 senzatetto somali. Il Comune di Sassari però è ancora indietro nella pratica: «Abbiamo inviato al Ministero una manifestazione di disponibilità a gennaio – dice Nicola Sanna – Ora la dobbiamo formalizzare con le nuove regole». Con la speranza che i tempi siano celeri. I 12 migranti per strada sono solo l’inizio. (lu.so.)

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