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Sassari

Femminicidio a Sassari, l’avvocato: «Glielo avevo detto, vada in questura e lo denunci»

di Gianni Bazzoni
Femminicidio a Sassari, l’avvocato: «Glielo avevo detto, vada in questura e lo denunci»

Il penalista Pasqualino Federici è stato l’ultimo a vedere la donna, nel suo studio per avviare il divorzio. Poi la chiamata del marito: «Tanto lo so che mia moglie è venuta da lei. Mi state preparando un pacco»

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SASSARI. Quasi sicuramente, senza volerlo, è l’ultimo ad avere parlato con Nicola Amadu, l’uomo che ha pestato a sangue la moglie e l’ha bruciata quando era ancora viva.

L’avvocato Pasqualino Federici, tra i penalisti più conosciuti in Sardegna, in realtà ha solo risposto al telefono e la voce che ha ascoltato era quella dell’ex panettiere: «Tanto lo so che mia moglie è venuta da lei e mi state preparando un bel pacco, avvocato...».

Una battuta secca, forse qualcosa di più, ma su questo punto Federici non conferma: «È una questione delicata che sicuramente sarà oggetto di testimonianza,– dice – per questo non ho niente da dire sull’aspetto specifico».

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Fatto sta che più tardi, Nicola Amadu ha picchiato in maniera selvaggia la moglie dalla quale si stava separando, poi ha cosparso il corpo di benzina e le ha dato fuoco.

«La donna era venuta da me diversi giorni fa – racconta con un velo di tristezza l’avvocato Federici – e mi aveva chiesto una serie di informazioni su come procedere per la separazione consensuale. Le avevo fornito alcune indicazioni, insieme all’impegno di metterla in contatto con un collega che si occupa specificamente di tali aspetti. Era andata via riservandosi di tornare».

E mercoledì sera, Anna Doppiu ha varcato nuovamente la porta dello studio Federici.

«Si è presentata accompagnata da una delle figlie – ha detto ancora il penalista sassarese – e mi ha detto che il marito non ne voleva sapere di accettare la separazione consensuale. Mi ha chiesto quali altri strade potevano essere seguite. E abbiamo parlato a lungo delle possibili opportunità. L’ho vista preoccupata, mi ha rappresentato una situazione molto grave».

Pasqualino Federici ha grande esperienza e nella sua lunga carriera professionale si è trovato di fronte a vicende di forte impatto, ha intuito che quella donna che aveva davanti stava cercando una via d’uscita da una relazione ormai diventata pericolosa.

«L’ho tenuta in studio per oltre un’ora e mezza – dice ancora il penalista – avevo diversi appuntamenti che sono slittati uno dopo l’altro. Ho continuato a parlarci: signora, appena uscite da qui andate in questura a denunciare, è fondamentale avere delle tutele in questi casi. Questo le ho detto...».

Una raccomandazione ripetuta sempre con maggiore convinzione. «Mille volte ho ribadito che era necessario fare quel passo, anche se la figlia cercava un po’ di sdrammatizzare e di negare l’effettiva gravità della situazione. A quel punto ho anche alzato un po’ la voce: ma non leggete i giornali? Non guardate la tv? Non vedete cosa succede in casi in cui lo scontro familiare ha assunto livelli simili?».

Per più di un’ora e mezza così. Poi alle 19,30 madre e figlia sono uscite dallo studio dell’avvocato Federici raggiunte dall’ultima raccomandazione. «Ho detto ancora mentre si allontanavano: andate subito in questura e denunciate, raccontate tutto. Ho sperato che lo facessero, invece ho scoperto che non è stato così. Non se la sono sentita di andare a denunciarlo».

L’avvocato Federici conferma la sensazione chiara percepita: quella di una condizione di pericolosità evidente, di una donna fortemente preoccupata che non vedeva l’ora di trovare una soluzione. Ma allo stesso tempo bloccata da dinamiche che - troppo spesso - si fanno strada negli ambienti familiari quando le storie di coppia finiscono e si caricano di violenza.

Tornata a casa, Anna Doppiu aveva ancora tra le mani i documenti ritirati nelle studio legale. Il marito l’ha strattonata, ha preso tutto. Ha preteso il numero dell’avvocato Pasqualino Federici. Ha chiamato e pronunciato quella frase quasi di sfida. Ha manifestato una premeditazione che appare evidente. L’ultima telefonata al legale prima dell’ennesima violenta lite, dell’aggressione spietata a quella donna minuta. Dello sfregio del corpo con il fuoco. Poi la chiamata alla figlia per comunicare una morte annunciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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