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Sassari

Lo sciopero della Curva toglie il “dodicesimo uomo”

Continua lo sciopero della Curva della Torres. Quanto è importante questa forma di protesta? È solo “simbolica”? La ricerca psicologica offre tanti spunti interessanti al riguardo. Questo fenomeno è...

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Continua lo sciopero della Curva della Torres. Quanto è importante questa forma di protesta? È solo “simbolica”? La ricerca psicologica offre tanti spunti interessanti al riguardo. Questo fenomeno è infatti molto studiato in psicologia e fa riferimento al come e al quanto una prestazione possa cambiare in presenza o in assenza di pubblico e prende il nome di “facilitazione sociale”. Davanti a un pubblico, potenzialmente giudicante, si tende a svolgere meglio compiti semplici e peggio quelli più complicati.

Questo fenomeno studiato già negli anni ’80 dallo psicologo Zajonc, si basa sul fatto che il pubblico aumenta l'attivazione, la prontezza delle risposte fisiologiche richieste e soprattutto la frequenza di “risposte dominanti”. Intendendo con quest’ultimo concetto le risposte (siano esse corrette o meno) date più rapidamente e facilmente in risposta ad uno stimolo o ad un dato compito. Perciò la presenza del pubblico migliora la prestazione degli individui ben preparati al compito da svolgere (dunque allenati alla dominante positiva) e interferisce con la prestazione di chi non é ben preparato (risposta dominante negativa).

Tutto ciò incide in linea generale nella prestazione davanti a terzi, qualunque essa sia. Seguendo questo ragionamento la presenza di un pubblico a favore sugli spalti di casa premia la minore difficoltà, nel giocare di fronte ai propri supporters, piuttosto che il contrario, aumentando la possibilità di risposte dominanti funzionali.

Dal punto di vista della “attivazione” la ricerca mostra come la presenza di testimoni aumenti automaticamente lo stato di vigilanza e attenzione all’altro; l’attivazione aumenta quando “altri” osservano il nostro comportamento e meglio gestisce il fenomeno della distrazione, influenzata dal pubblico stesso. È facile intuire quindi quanto sull’attivazione incida la presenza del pubblico per chi gioca in casa o per chi è in trasferta: il famoso “dodicesimo uomo” in campo.

Infine gli stessi effetti sopraccitati intervengono anche nella psicologia dell’arbitro. Egli infatti si trova nella curiosa posizione di essere sia giudice che giudicato. Con le sue scelte legittime può, contemporaneamente, sia influenzare il pubblico che esserne influenzato. In assenza del pubblico casalingo può risultare alleggerito il carico psicologico legato a decisioni contro la squadra di casa che, in misura ovviamente inconsapevole, possono a volte non essere assunte per ridurre l'ansia di rifiuto e ostilità di chi segue la partita.

Si perde dunque anche sul piano inconscio offrendo tra l’altro all’avversario, proprio su questo livello, un vantaggio non da poco nel giocare contro una squadra invece che contro il tifo di una intera città. O forse più semplicemente come mi ha detto l’altro giorno un esperto giocatore e allenatore: “Che tristezza! Se segni con chi esulti?”.

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