Olbia, picchia la ex che vuole lasciarlo. Arrestato e rimesso in libertà
Ha fatto irruzione in casa della donna, l’ha scaraventata per terra e minacciata con un coltello
OLBIA. Lei non lo voleva più. Aveva detto basta. E lui non lo accettava. E ha perso il controllo. Prima ha danneggiato il bar che l’ex compagna gestisce nella zona industriale e poi - dopo essere stato denunciato - ha fatto anche irruzione a casa della donna: l’ha picchiata, l’ha scaraventata per terra e l’ha minacciata con un coltello. È stato ammanettato dai carabinieri, ma dopo la convalida dell’arresto (giovedì mattina) è stato rimesso in libertà.
L’aggressore si chiama Yuri Chirigoni, ha 31 anni ed è di Olbia e, come scrivono i carabinieri in una nota, ha molti precedenti ed è un sorvegliato speciale.
Deve rispondere di violazione di domicilio, danneggiamento e minaccia aggravata nei confronti della ragazza che aveva deciso di interrompere la loro relazione.
I fatti risalgono all’altro ieri sera. Il giovane, attorno alle 19, in preda all’ira per essere stato lasciato, corre al “Bluebar”, il piccolo chiosco in cui la ragazza lavora e che si trova all’ingresso della zona industriale, proprio di fronte alle palazzine che una volta ospitavano il commissariato di polizia.
In base alle informazioni divulgate dal comando provinciale dei carabinieri, Chirigoni si presenta all’interno del bar e comincia a distruggere arredi, oggetti e tutto ciò che si trova tra le mani. Poi, con frasi pesanti, minaccia la sua ex e anche alcuni clienti. Scatta immediatamente la denuncia. Ma per questo episodio - come si precisa nel documento diffuso dai militari - non può scattare l’arresto perché non c’è flagranza di reato. Il giovane, però, viene comunque accompagnato in caserma e denunciato a piede libero.
Sembra che sia tutto finito. Ma non è così.
Yuri Chirigoni rientra a casa sua e per un po’ i militari lo tengono sotto controllo e rimangono nella zona. È a quel punto (ma si scoprirà in seguito) che nel suo profilo di Facebook appare una frase (senza specificare a chi sia rivolta): “Sono c... tuoi, ora”.
In ogni caso il giovane riesce a uscire da casa senza farsi notare e a raggiungere l’abitazione della ragazza, in una traversa di viale Aldo Moro. Lei non apre, è terrorizzata, e lui sfonda la porta d’ingresso: appena riesce a entrare pesta la donna, la scaraventa per terra e la minaccia con il coltello. Le urla e il trambusto mettono in allarme i vicini, i quali non perdono tempo e chiamano la centrale operativa del reparto territoriale. Sul posto si precipitano subito due squadre dei carabinieri: una si occupa di assistere e fornire le prime cure alla donna, l’altra si mette sulle tracce dell’aggressore, che nel frattempo è riuscito ad allontanarsi. Ma la sua fuga dura poco: viene raggiunto e arrestato. Trascorre la notte in una camera di sicurezza del reparto territoriale, poi ieri mattina l’udienza davanti al giudice: l’arresto è stato convalidato ma, come si diceva, il giovane è stato rimesso in libertà.
In casi come questo, in base a un protocollo consolidato, scatta il lavoro in rete con il centro Prospettiva Donna, il cui ruolo diventa fondamentale per dare un supporto immediato alle vittime di violenza e aggressioni. Ma anche per dar loro ospitalità nella casa protetta quando ci sono seri pericoli per la loro vita.
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