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Sassari

Sennori, il servizio civico crea un buco nel bilancio

di Salvatore Santoni
Sennori, il servizio civico crea un buco nel bilancio

Bagarre in consiglio comunale per una procedura attivata sotto elezioni Desini e Canu all’attacco: «Contributi a persone non disagiate, fate chiarezza»

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SENNORI. Il caso del servizio civico avviato sotto elezioni fa tremare il Comune. Ieri, durante una seduta fiume di otto ore, maggioranza e minoranza si sono date battaglia sulla spinosa vicenda che tiene banco in municipio da circa quattro mesi. Cioè da quando dieci utenti dei servizi sociali sono stati chiamati a lavoro a fine maggio senza che ci fosse un atto della responsabile del servizio. La procedura, contestata a lungo dall’opposizione, si è chiusa dopo settimane di incertezza generando un debito fuori bilancio di 21mila euro.

Il caso. La storia dei mesi scorsi dice che l’amministrazione ha ricevuto una richiesta di personale da alcuni servizi della struttura. Per questo, il 19 di maggio la giunta comunale delibera dando un atto di indirizzo agli uffici per chiamare dieci persone al servizio civico comunale. Nel frattempo arrivano le elezioni amministrative del 5 giugno. E arriva anche la nuova amministrazione targata Nicola Sassu. Il caso scoppia subito in consiglio comunale, con la minoranza che contesta la procedura e scopre che tecnicamente quelle dieci persone sono state pagate senza un impegno di spesa. Tradotto: profumo di debito fuori bilancio. L’assessore ai Servizi sociali, Mario Satta, rassicura sulla legittimità della pratica ma la minoranza continua a storcere il naso.

Fuori bilancio. La battaglia continua distanza. Si arriva a ieri, quando l’assemblea di via Brigata Sassari è chiamata a deliberare un debito fuori bilancio da 21mila euro. L’assessore Satta scarica la patata bollente all’ex responsabile Emerenziana Spanu dicendo che «non ha adottato le determinazioni richieste nell’atto di indirizzo della giunta». Nella vicenda si innesta il rapporto burrascoso tra l’amministrazione e l’ormai ex responsabile dei servizi sociali, cacciata dal Comune nello stesso periodo in cui si è creato lo stallo del civico in versione pre-elettorale. A luglio è proprio lei a protocollare una nota dove spiega che non ha avuto alcun ruolo nella scelta dei nominativi. Ieri in aula sono emersi ulteriori dettagli della vicenda. «È stata l’assistente sociale di una ditta esterna a individuare le dieci persone e ad avviarle a lavoro - ha spiegato il consigliere Antonio Canu -. Nasce così questo debito fuori bilancio e quindi l’ex responsabile non ha creato alcun danno al Comune». Il primo cittadino, Nicola Sassu, ha spiegato che «c’è stato un errore gestionale». Gli ha fatto eco il consigliere comunale e regionale Roberto Desini: «Si sta riconoscendo un debito fuori bilancio perché la procedura non è stata fatta correttamente. Chi era preposto a fare le cose non l’ha fatto».

Mutazioni. E se la delibera di giunta di maggio dava un atto di indirizzo per mandare gli indigenti a fare il civico, le determinazioni di luglio cambiano forma e si inizia a parlare di contributi economici. «Dopo le nostre denunce - ha tuonato ancora Canu in aula - ora volete spacciare dieci persone che hanno lavorato come beneficiari di contributi economici. Questa è un’amministrazione che fa carte false ed eroga contributi a persone che non hanno disagio. Spero che la giustizia faccia il suo corso».

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