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Ricordati i 19 caduti nell’attentato in Iraq a Nassiriya

Ricordati i 19 caduti nell’attentato in Iraq a Nassiriya

PORTO TORRES. Prima la messa nella basilica di San Gavino e poi la cerimonia in piazza Nassiriya, alla presenza di autorità militari e civili, per ricordare le vittime dell’attentato terroristico che...

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PORTO TORRES. Prima la messa nella basilica di San Gavino e poi la cerimonia in piazza Nassiriya, alla presenza di autorità militari e civili, per ricordare le vittime dell’attentato terroristico che costò la vita a 19 cittadini italiani nella base italiana Maestrale il 12 novembre 2003. Momenti importanti per non dimenticare una pagina storica del valore dei nostri militari impegnati in missioni umanitarie quelli organizzati per tredici anni consecutivi dal Lions Club Porto Torres in collaborazione con l’amministrazione comunale. Testimoniati ieri mattina anche dalla deposizione delle corone nel monumento ai caduti, realizzato dall’artista Video Anfossi, da parte del sindaco Sean Wheeler e dal presidente Lions Vincenzo Carcangiu.

Dopo la cerimonia dell’alzabandiera e l’inno di Mameli, seguiti in religioso silenzio, a ricordare quel tragico giorno che funestò la missione di pace italiana è stato don Mariano Asuni, il cappellano della Brigata Sassari presente a Nassirya. «Poco fa noi tutti abbiamo risollevato lo sguardo al cielo – ha detto – per vedere questa bandiera: io non dimenticherò mai alcune immagini di 19 bare con la bandiera italiana sopra ognuna di loro, una bandiera da rispettare e da onorare».

Il cappellano della Legione carabinieri Sardegna ha poi ricordato la parte dell’inno nazionale che recita “siam pronti alla morte”, per sottolineare che «quando mai ce lo aspettiamo i nostri cari sono stati pronti alla morte».

Tra i cittadini presenti alla cerimonia c’era l’appuntato in congedo dei carabinieri Pietro Sini, il militare che fu tra i primi ad entrare nella base Maestrale appena sventrata dall’esplosione per soccorrere diversi colleghi rimasti gravemente feriti. Un’azione coraggiosa che spinse il consiglio comunale a concederli la cittadinanza onoraria nel 2004 e nel 2007 l’Angelo di porcellana dall’associazione Orfeo onlus presso la Camera dei Deputati. (g.m.)

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