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Animalisti: «No al circo come prigione»

Animalisti: «No al circo come prigione»

Nuova manifestazione di protesta in piazzale Segni. Reazioni dopo l’aggressione a due dipendenti

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SASSARI. Nuovo sit in di protesta e contro il circo Darix Togni. Ieri sera per la seconda volta un gruppo di animalisti si è riunito in piazzale Segni mentre era in corso uno degli spettacoli domenicali offrendone uno alternativo con artisti di strada e giocolieri e attività di animazione rivolte ai bimbi. La zona era presidiata da polizia e carabinieri. Lo scorso 30 ottobre c’era stata un’aggressione da parte di persone non ancora identificate nei confronti di due dipendenti del circo. Due giorni prima, un altro sit in di protesta aveva accolto i circensi, eredi di una famiglia originaria del Veneto che da cinque generazioni offre alle famiglie i propri show con la presenza di animali esotici e non. Ma ora la diversa sensibilità che si è creata ripropone periodicamente una riflessione sulla necessità di utilizzare gli animali, la maggior parte dei quali nati e cresciuti in cattività, negli spettacoli.

Il presidio è stato ideato dal comitato spontaneo riunito nel gruppo Facebook “No al Circo con animali Sassari e provincia”. «Lo scopo di questo secondo raduno – hanno annunciato i promotori – non è solo quello di riunire coloro che trovano anacronistica e diseducativa la riduzione dell’animale esotico a oggetto di divertimento per grandi e piccini, ma di dimostrare che un altro tipo di intrattenimento è possibile».

Intanto sull’aggressione avvenuta al circo hanno espresso una ferma condanna le consigliere comunali Lisa Benvenuto e Francesca Arcadu che hanno chiesto un regolamento sulle autorizzazioni ai circhi con animali. «L’episodio merita la massima riprovazione per i modi violenti e per la insensatezza di un gesto che poteva avere conseguenze gravissime per i due uomini coinvolti e per il pubblico presente allo spettacolo – affermano –. I gesti violenti e sconsiderati vanno stigmatizzati con forza perché vanificano l’impegno di moltissime persone corrette e non violente che nei rispettivi ambiti si impegnano per garantire agli animali il miglior trattamento possibile e il rispetto delle normative vigenti». E concludono «Essere o meno a favore dell’utilizzo degli animali nei circhi, dibattito che tocca temi importanti come il lavoro, il rispetto per gli animali ma anche per le professioni circensi, non può mai portare alla violenza, né verbale né tantomeno fisica. Il confronto deve esssere civile e sereno».

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