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Sassari

Attentato incendiario, a fuoco due mezzi

Attentato incendiario, a fuoco due mezzi

Nuovo blitz dopo quello di piazza Duomo: nel mirino un camion e una Yaris parcheggiati in via Sieni. Indaga la polizia

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SASSARI. Non si ferma l’azione degli incendiari. Dopo il blitz di piazza Duomo - dove erano state distrutte dal fuoco 4 auto - l’altra notte nuovo assalto, dall’altra parte della città: nel mirino un camion attrezzato per le attività di giardinaggio (di cui sono titolari padre e figlio) e una Toyota Yaris parcheggiata a qualche metro di distanza (che appartiene a una donna). I due mezzi sono stati completamente distrutti dall’incendio.

L’ennesimo episodio che scuote le notti dei sassaresi si è verificato intorno alle 3 nella piazza di via Guido Sieni, nel quartiere residenziale di Serra Secca. L’allarme è stato dato da alcuni residenti svegliati da uno scoppio. É bastato affacciarsi alla finestra per rendersi conto di ciò che stava accadendo: il camion e l’auto erano avvolti dalle fiamme, e questa è la conferma che gli incendiari hanno agito contemporaneamente sui due mezzi parcheggiati in una zona ben visibile e sotto i lampioni dell’illuminazione pubblica.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere le fiamme (che avrebbero potuto propagarsi anche ad altre auto in sosta), una volante della polizia e i carabinieri. I rilievi sono stati eseguiti dagli specialisti della polizia Scientifica mentre le indagini sono affidate agli investigatori della squadra mobile della questura.

Pochi gli elementi emersi dopo le prime verifiche: la tecnica utilizzata sembra essere quella della diavolina posizionata sulle ruote anteriori o sulle spazzole dei tergicristalli. Le fiamme si sono propagate rapidamente e quando è scattato l’allarme le fiamme avevano già avvolto i due mezzi.

Gli investigatori della Mobile stanno controllando le immagini di alcune telecamere della zona che potrebbero fornire qualche particolare interessante. Per il resto niente di particolare, perché come capita in questi casi non ci sono testimoni. Sono già stati sentiti i proprietari del camion e della Yaris per capire se nell’ultimo periodo hanno ricevuto minacce o avvertimenti di qualunque genere. Le indagini procedono in più direzioni.

Gli investigatori sostengono che - come è già avvenuto in precedenza - gli episodi non sono collegati tra loro. «Ogni fatto ha una sua storia, quasi sempre legata a questioni personali. Anche se poi la linea che li unisce è rappresentata dal fuoco, dalle modalità sempre molto simili e dalla spavalderia con la quale gli incendiari agiscono. Non è escluso che in qualche caso – sottolineano gli investigatori – chi esegue materialmente l’attentato incendiario può avere ricevuto l’incarico dal mandante che neppure compare nella scena del reato».

Di certo c’è che gli attentati incendiari fanno salire il livello di preoccupazione dei residenti che - ogni volta - chiedono maggiore sicurezza e azioni mirate per la tutela del patrimonio pubblico e privato. (g.b.)

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