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Sassari

museo sanna

Un confronto per favorire il dialogo interreligioso

di Roberto Spezzigu

SASSARI. Un incontro per favorire il dialogo interreligioso, mettendo a confronto le diverse sensibilità spirituali, partendo dai cattolici passando per i Bahà’i, i seguaci della Chiesa dei Santi...

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SASSARI. Un incontro per favorire il dialogo interreligioso, mettendo a confronto le diverse sensibilità spirituali, partendo dai cattolici passando per i Bahà’i, i seguaci della Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni per arrivare ai cultori della filosofia tibetatana. Tutto per favorire la distensione tra i diversi gruppi e la pacifica convivenza tra persone che credono in entità soprannaturali diverse. Questo quanto si propongono l’associazione culturale “Ma … Donne” e il Comitato per il Dialogo Interreligioso che per venerdì hanno promosso un incontro interreligioso dal titolo significativo, e evocativo di quanto affermato e ribadito recentemente anche da Papa Francesco, “Nessuno uccida nel nome di Dio”. L'incontro, previsto nella Sala Conferenze del Museo Sanna in via Roma con inizio alle 17 avrà la partecipazione straordinaria del maestro della filosofia tibetana Geshe Gedun Tharchin e segue la serie di incontri interreligiosi, iniziati a Sassari nel 2011, organizzati dalla Comunità Bahà’i, comunità molto attiva socialmente con iniziative di confronto per promuovere e rinsaldare la fratellanza tra le religioni e le loro comunità . Assieme a Geshe Gedun Tharchin si confronteranno su questo argomento di strettissima attualità per la chiesa cattolica padre Nicolino Manca missionario del Pime, per la comunità Baha'i Maria Nivea Galletti e Giovanni Fava, Casimiro Mastino in rappresentanza della Chiesta di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e il medico cagliaritano Enrico Dellacà, esperto della meditazione buddista-tibetana che cercherà di spiegare i benefici psico-fisici di questa meditazione religiosa. In un momento di grande difficoltà di dialogo e confronto tra persone di diverse religioni un momento di riflessione quanto mai utile e necessario sulla necessità di ribadire che nessun Dio, e nessun credo religioso giustifica la violenza verso gli altri, anche se credenti (e non) in un altra fede religiosa.

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