Il Liceo Spano ha una marcia in più
Gli studenti si iscrivono al Politecnico e alla Normale e hanno 26,19 di media. Il blasonato Azuni invece perde punti
SASSARI. Gli studenti sassaresi, passati ai raggi x da Eduscopio, ovvero il portale della Fondazione Agnelli, sembrano non avere quello sprint in più nel loro percorso universitario. Nella classifica regionale infatti nessuno degli istituti cittadini figura ai primissimi posti per aver ex alunni che collezionano 30 nel libretto e macinano crediti.
Ciò che colpisce soprattutto è il calo del Liceo Azuni, solo all’ottavo posto, preceduto di molte lunghezze da Tortolì e Carbonia, ma anche dal liceo Manno di Alghero (giusto per stare in provincia). Una scuola molto blasonata, che ha sfornato maturandi come Segni e Berlinguer, e che sino a qualche anno fa ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello per la preparazione dei suoi iscritti. E per la prima volta nella storia perde il derby con il rivale di sempre, ovvero il liceo Scientifico Spano, che seppur di poco ha totalizzato un punteggio più alto nel ranking attribuito da Euscopio. E dire che l’istituto di via Monte Grappa, nella classifica riservata alle scuole ad indirizzo scientifico si è piazzata solo sesta, distanziata di gran lunga dall’Asproni di Iglesias, ma alle spalle anche di Pozzomaggiore e di Alghero.
Eppure la dirigente scolastica dello Spano Maria Paola Curreli è molto orgogliosa del risultato, e ha le sue buone ragioni. «Mi sono presa la briga di analizzare i dati divulgati dal portale Eduscopio in maniera approfondita e disaggregata – spiega la preside – e voglio fare una valutazione sulla base dei numeri. Perché sono proprio le cifre a dimostrare la qualità del lavoro che stiamo svolgendo».
Il liceo scientifico Spano ha una percentuale di appena il 10 per cento di studenti che, una volta diplomati, decidono di interrompere gli studi. La media regionale invece di alunni che non proseguono all’università è del 18 per cento. «Questo a testimoniare che nel nostro istituto non c’è una sorta di selezione naturale così drastica tra maturandi che poi non sono così motivati a proseguire gli studi. Il 10% che non si immatricolano è una cifra davvero bassa. Se prendiamo il riferimento Pozzomaggiore, ad esempio, il tasso di abbandoni sale al 19%. Tradotto: nei centri abitati più piccoli è più facile che vadano all’università gli studenti veramente determinati. E stiamo parlando di 17 diplomanti all’anno di media, contro i 175 del nostro Istituto. Tengo però a precisare che sono veramente felice che scuole come Pozzomaggiore diano punti ad altre scuole più blasonate: è la prova che le politiche di dimensionamento e tagli alle piccole realtà è assolutamente sbagliata. Scuole come queste dovrebbero essere premiate, e non penalizzate nell’autonomia gestionale».
Altro discorso merita la scelta delle facoltà e la media dei voti. «Il 55 per cento dei nostri diplomati si orienta verso facoltà ad indirizzo tecnico o scientifico. Stiamo parlando di Politecnico di Torino o Milano, o Normale di Pisa, o Architettura. Senza nulla togliere agli altri, ottenere una media voti del 26,19 in Università così difficili, dove nei primi anni è un’odissea solo passare certi esami, secondo me è un risultato prestigioso. Da considerare anche che il 77 per cento dei nostri ex allievi supera il primo anno speditamente, contro una media del 67 per cento».
La Fondazione Agnelli invece boccia quello che era fino ad ora considerato l’istituto principe di Sassari, ovvero il liceo Azuni. I maturandi, da un paio d’anni, non brillano nel rendimento universitario. La colpa non è certo del nuovo dirigente scolastico, fresco di nomina, Roberto Cesaraccio che solo dall’estate ha preso le redini della scuola. «Dall’idea che mi sono fatto – spiega Cesaraccio – credo che sulla qualità dell’insegnamento abbia inciso negativamente la riforma Gelmini. Negli istituti ad indirizzo umanistico come il nostro, l’impoverimento dell’offerta formativa si è sentito in maniera particolare e le scuole con un taglio scientifico sono diventate più appetibili. Inoltre l’Azuni ha dovuto attivare un corso musicale e coristico, e questo ha comportato un grande sforzo di energie e di risorse. Infine stiamo provando con grandi sacrifici a tamponare i tagli implementato l’offerta con un altro indirizzo sperimentale Logico e Filosofico, con più ore dedicate allo studio della matematica. Sono sicuro che i risultati di questi investimenti si potranno apprezzare a breve».
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