No ai Gal di Anglona e Romangia, tutti contro l’assessora Falchi

Animata commissione regionale alle Attività produttive dove si è discusso dell’esclusione dei piani La delegata: «I bandi non si possono rimodulare». I consiglieri: «Incapacità di ascoltare i territori»

PERFUGAS. La recente bocciatura del piano di sviluppo del Gal Anglona-Romangia è approdata in Regione nel corso dell’audizione dell’assessora regionale dell’Agricoltura Elisabetta Falchi, del direttore dell’assessorato Sebastiano Piredda e del direttore di Argea Gianni Ibba in commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Al centro dell’audizione, lo stato di attuazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020, l’esito del bando per i piani d’azione dei Gal e la difficile situazione di alcune aziende agricole del Nord Sardegna per i danni causati dal maltempo. Una seduta andata avanti per oltre due ore e caratterizzata da un vivace confronto tra la rappresentante della Giunta e i componenti della Commissione, in particolare sull’esclusione dei Gal dell’Anglona-Romangia e del Sarrabus-Gerrei-Trexenta dai bandi 2016. Tutti i commissari hanno espresso forti perplessità per la decisione della Commissione regionale di lasciar fuori dalle graduatorie 2 Gal su 17 per mancanza di copertura finanziaria e hanno sollecitato un intervento dell’assessore per porvi rimedio. «Rimodulare il bando non è possibile - ha replicato Falchi - si tratta di una selezione prevista dalle normative europee, la formulazione era nota da tempo. Oggi non si può intervenire, occorre far partire i bandi e prevederne un altro per il 2017 nel quale potranno rientrare anche i Gal esclusi». Contro questa ipotesi si è espresso il presidente della Commissione Luigi Lotto che ha suggerito un’altra via: «Occorre mettere in campo ogni sforzo per permettere a tutti i Gal di rientrare nell’attuale programmazione. Il principio della selezione non verrebbe meno permettendo a tutti i 17 gruppi di azione locale di godere dei finanziamenti. All’interno del bando sono infatti previste quote fisse e premialità. I migliori progetti avrebbero, in ogni caso, un trattamento migliore rispetto agli altri». Ancora più critico il giudizio di Piermario Manca (Pds) secondo il quale «l’esclusione di alcuni territori dai piani di azione di sviluppo locale non è politicamente sostenibile. Tutte le zone svantaggiate devono avere la possibilità di ottenere un aiuto per uscire da una condizione di sottosviluppo». Una soluzione positiva hanno auspicato anche Salvatore Demontis (Pd), Antonio Gaia (Upc), Eugenio Lai (Sel) e Angelo Carta (Psd’Az). I consiglieri del Pd Mario Tendas e Daniela Forma hanno invece richiamato l’attenzione sul rimescolamento delle carte provocato dalla riforma degli Enti locali che ha causato lo smembramento di alcuni Gal e convinto alcuni Comuni a cambiare partenariato. Molto critico il giudizio del consigliere di minoranza Luigi Crisponi (Riformatori). «C’è un’evidente spaccatura interna alla maggioranza causata dall’incapacità della Giunta di ascoltare le richieste della gente - ha detto Crisponi - così facendo si alimenta lo scollamento tra la politica e i territori».

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