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Sassari

Via Ponte Romano: gli abitanti in ostaggio nella strada chiusa

di Gavino Masia
Via Ponte Romano: gli abitanti in ostaggio nella strada chiusa

Da due anni l’arteria alle spalle del palazzo comunale è bloccata per via di un contenzioso con privati Un 92enne: «Non posso uscire di casa con la carrozzella». Rifiuti e degrado nel tratto interdetto

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PORTO TORRES. Nella parte alta di via Ponte Romano interdetta al traffico veicolare da circa due anni ci abita anche un anziano disabile di 92 anni che da un paio d’anni non può scendere in strada con la carrozzella. Vicino all’abitazione dove vive il signore c’è infatti l’immobile pericolante che ha fatto scattare la prima ordinanza di chiusura della via da parte dell’amministrazione Scarpa e che priva di fatto la città di una arteria di collegamento molto importante sia con altre vie del centro storico sia con quelle che portano al porto civico e verso il Lungomare. All’ordinanza sindacale di interdizione emanata per ragioni di sicurezza - che imponeva al titolare dell’abitazione in disuso l’utilizzo di sistemi di emergenza -, non sono riusciti a porre sinora rimedio ne l’allora commissario prefettizio ne l’attuale amministrazione pentastellata. C’è infatti ancora un contenzioso tra i proprietari del rudere pericolante e il Comune, dove sono tenuti in “ostaggio” i residenti della via e tutti gli altri cittadini che non possono transitare per recarsi nelle vicine direzioni. Ad aumentare il disagio degli abitanti è anche quella sorta di recinzione che divide la casa pericolante dal resto della strada, che nelle ore notturne diventa un vero e proprio ricettacolo a causa dei rifiuti che gettati all’interno e dei bisogni umani che rendono irrespirabile l’aria circostante. «Ogni giorno pulisco quel pezzo di strada con la varechina – dice una signora che abita nella via –, perché sembra impossibile che una via a due passi dal centro cittadino rischi di diventare un immondezzaio». Il protrarsi della situazione sta provocando, oltre ai disagi al traffico veicolare del centro storico, ulteriori difficoltà alle attività economiche che esercitano la propria attività nei pressi della via Ponte Romano. Altra difficoltà di non poco conto (considerando le condizioni dell’anziano disabile) si verificano quando arrivano richieste di intervento urgenti da parte di chi risiede in quel tratto di strada interdetta, con il mezzo di soccorso costretto a manovrare con enormi difficoltà per cercare di arrivare in tempo alla chiamata. L’arteria si trova inoltre a due passi dal palazzo comunale ed è completamente buia quando calano le ombre della sera perché i due pali della luce sono sistemati alle estremità della via. Una vicenda kafkiana a tutti gli effetti, dunque, l’interesse pubblico e i bisogni oggettivi che stanno alla base dei servizi che l’istituzione deve offrire ai cittadini non vengono minimamente presi in considerazione. Non si riesce proprio a capire perché a distanza di così tanto tempo la politica non riesca a risolvere la questione. Magari sostituendosi al privato per riaprire (come promesso circa un anno dall’assessore ai Lavori pubblici in risposta ad una interrogazione) la strada alla collettività.

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