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Sassari

Così D’Urso in 100 giorni vuole “guarire” la Sanità

di Gabriella Grimaldi
Così D’Urso in 100 giorni vuole “guarire” la Sanità

Il manager dell’Aou descrive i primi passi del mandato affidatogli da Luigi Arru Fra gli obiettivi la riduzione delle liste d’attesa e l’istituzione del day surgery

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SASSARI. Saranno cento giorni cruciali quelli che aspettano Antonio D’Urso, il nuovo manager dell’azienda ospedaliero universitaria e i suoi più stretti collaboratori, il direttore sanitario e quello amministrativo che ieri sono stati presentati alla stampa.

C’è da creare un’identità aziendale per un colosso che, dopo l’incorporazione dell’ospedale Santissima Annunziata, “vanta” una dotazione di 900 posti letto e 2500 dipendenti. C’è soprattutto da dare risposte immediate e visibili agli utenti che ogni giorno si trovano a dover fare i conti con disservizi di tutti i generi.

È per questo motivo che ieri il direttore generale appena arrivato da Roma, dove ha diretto per anni importanti strutture sanitarie complesse, oltre a presentare la sua squadra («persone gestionali in grado di portare subito cambiamenti significativi») ha indicato i passi prioritari che intende compiere affinché la sanità sassarese superi l’empasse che l’ha bloccata negli ultimi anni.

«La prima operazione, quella più urgente - ha detto D’Urso - è creare uno spirito di squadra tra i dipendenti dell’azienda che, con l’ospedale e con i laboratori, ha incorporato molto del personale della Asl. Due mondi che in passato sono apparsi inconciliabili ma che necessariamente d’ora in poi, anche dopo l’appianamento delle differenze di trattamento economico, dovranno seguirmi in questa delicata fase di ammodernamento ed efficientamento del sistema sanitario».

A partire da priorità organizzative e nuovi servizi come la preospedalizzazione, che a Sassari, a differenza di tante altre regioni, non esiste. In pratica il paziente in procinto di subire un’intervento chirurgico e quindi essere ricoverato, non dovrà fare gli esami preparatori uno in un giorno e uno in un altro, in un punto e in un altro delle strutture e neppure in regime di ricovero prima di entrare in sala operatoria. Il servizio farà in modo che possa eseguire tutti i controlli in un giorno, in day surgery, e che poi entri in ospedale il giorno stesso dell’intervento. Uno dei tanti modi, spiega il manager, per non sacrificare i malati e per contenere la spesa sanitaria. Colpo di spugna anche sulle prescrizioni non necessarie da parte dei medici di base («niente di punitivo, ma più informazione») e piena collaborazione con l’Ats, la Asl unica diretta da Fulvio Moirano per attivare sempre di più tutti quei servizi territoriali (come l’assistenza domiciliare) che consentono di “liberare” i letti quando non è necessario che restino occupati dopo la fine di un trattamento sanitario.

Altro punto dolente della sanità cittadina le liste d’attesa. Dopo una prima ricognizione il direttore generale ha rivolto l’attenzione alle attese, per i pazienti oncologici, di essere sottoposti a interventi chirurgici come si può immaginare urgentissimi. «Voglio liste d’attesa trasparenti - ha detto D’Urso -. I pazienti devono sapere esattamente quando saranno operati e cancellerò per sempre le agende chiuse o nascoste».

Infine, sui servizi in perenne affanno come il pronto soccorso e le medicine ci saranno importanti novità riguardo all’organizzazione del lavoro: «Perché è vero che in alcuni reparti manca il personale ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un problema organizzativo e di portare a un livello da terzo millennio i volumi di erogazione delle prestazioni sanitarie in un territorio strategico come questo».

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