I genitori non possono diseredare il figlio “cattivo” se non è indegno
Mio marito ed io abbiamo deciso di non lasciare niente in eredità a uno dei nostri figli. Le ragioni di questa dolorosa scelta sono tante e lunghe da spiegare. Abbiamo deciso di rivolgerci all’Uffici...
Mio marito ed io abbiamo deciso di non lasciare niente in eredità a uno dei nostri figli. Le ragioni di questa dolorosa scelta sono tante e lunghe da spiegare. Abbiamo deciso di rivolgerci all’Ufficio studi del Consiglio notarile per sapere prima di tutto se possiamo dare seguito alla nostra decisione e, in caso affermativo, come dobbiamo procedere perché il figlio diseredato non possa impugnare il nostro testamento.
Gentile lettrice, il nostro codice civile riserva a ciascun figlio una quota dell’eredità di ciascun genitore comprendendo in essa anche i beni dei quali si sia disposto per donazione in vita. Questo significa che, come abbiamo spiegato in altre occasioni ai lettori di questa rubrica, se ciascun genitore non possiede altro bene da attribuire al figlio, si rischia che alla morte di ciascuno dei due genitori, il figlio pretermesso citi in giudizio i fratelli per ottenere quanto gli spetta di diritto. E questo si può verificare in ogni caso, quindi sia che ciascun genitore disponga per testamento, sia che insieme procedano a stipulare un atto di donazione della casa comune a favore degli altri figli. La riserva della quota di legittima spetta al figlio ad eccezione in cui ricorrano i casi di indegnità previsti dall’articolo 463 del codice civile che la invitiamo a leggere ma che non ci pare siano applicabili nella vostra situazione. (Ufficio studi Consiglio notarile)
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