In questura un’aula rosa dono del Soroptimist
Lo spazio verrà inaugurato domani, giornata contro la violenza sulle donne Per le vittime di abusi un luogo riservato e accogliente a cui rivolgersi
SASSARI. Il Soroptimist fa il bis. Dopo aver realizzato nel tribunale l’aula di ascolto protetto per donne e minori, ora il club sassarese inaugura con la questura l’«aula rosa» nel palazzo di via Palatucci. Le finalità delle due iniziative sono le stesse: garantire uno spazio idoneo e accogliente alle vittime di violenze e maltrattamenti che si rivolgono alla polizia.
Domani, 25 novembre, l’aula rosa verrà aperta ufficialmente e la data non è casuale perché ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ma al contempo il club cittadino del Soroptimist festeggia quest’anno anche i quarantacinque anni di attività e cosa c’è di meglio per sottolineare lo spirito dell’organizzazione che in tutto il mondo si occupa di promuove l’affermazione delle donne e dei diritti umani che realizzare qualcosa di utile? «Il mio motto è “fatti, non parole” – dice la presidente Chiara Sanna – e perciò abbiamo privilegiato come azione quello di offrire alle donne che arrivano in questura uno spazio esclusivo che possa alleviare la già grave condizione di frustrazione e dolore quando si trovano in una condizione di pericolo che spesso coinvolge anche i loro figli. Un ambiente, inoltre, che garantisce segretezza e riservatezza così necessarie in queste situazioni ». Il precedente questore Pasquale Errico e l’attuale, Maurizio Ficarra, hanno accolto con entusiasmo l’idea delle socie, mettendo a disposizione una camera. Che con i fondi raccolti durante le campagne di beneficenza il Soroptimist ha arredato coinvolgendo nell’allestimento anche l’Istituto d’arte come era già avvenuto per l’aula protetta a Palazzo di giustizia) e dotato di un particolare sistema di audiovideoregistrazione realizzato dalla ditta Paulotto. «Uno strumento fondamentale che consente di registrare contestualmente tutto ciò che avviene durante l’audizione, la deposizione o la denuncia – spega la presidente Soroptimist –. Il colloquio viene documentato integralmente con mezzi di riproduzione audiovisiva e custodito e archiviato con un sistema codificato di accesso».
«Poter essere accolte in un ambiente pensato per rendere meno traumatico il racconto delle vessazioni subite, aiuterà non solo le donne e i minorenni , ma anche noi investigatori – afferma Bibiana Pala, capo della squadra mobile della questura impegnata da sempre sul fronte antiviolenza –. Con le vittime o testimoni di reato potremmo stabilire un contatto diverso che li renderà più collaborativi nel denunciare i fatti che devono diventare oggetto di indagine».
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