La Nuova Sardegna

Sassari

Klebsiella, nuovo allarme infezioni

di Vincenzo Garofalo
Klebsiella, nuovo allarme infezioni

Una decina i casi rilevati al Santissima Annunziata e alle Cliniche. Un paziente in isolamento per tubercolosi bacillifera

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SASSARI. Scatta l’allarme infezioni batteriche negli ospedali sassaresi. Negli ultimi giorni sono scoppiati molti casi, tutti ipervirulenti, in diversi reparti sia dell’ospedale Santissima Annunziata, sia delle Cliniche universitarie. Un caso di tubercolosi bacillifera è stato registrato alla clinica pneumologica di viale San Pietro, dove un paziente extracomunitario è stato messo in isolamento e gli viene applicata la profilassi prevista dai protocolli sanitari.

Ma a destare maggiore allarme è la ricomparsa dei batteri Clostridium e Klebsiella che sembrano avere invaso stanze e corsie. In quattro giorni la presenza dell’infezione batterica ipervirulenta da Klebsiella è stata riscontrata in un paziente della Rianimazione del Santissima Annunziata, in tre anziani ricoverati in Geriatria, su due degenti in Lungodegenza, uno in Nefrologia, uno in Gastroenterologia e uno alla Clinica medica di viale San Pietro. Il Clostridium ha infettato un paziente in Gastroenterologia e due in Lungodegenza. Sono tutti stati messi in isolamento, visto che questo tipo di infezioni sono altamente contagiose. Il paziente ricoverato alla Clinica medica di viale San Pietro è stato isolato in maniera originale: occupa un letto in una stanza con altri due pazienti, e il suo isolamento è definito tecnicamente “spaziale”, ossia, secondo il protocollo da applicare rigidamente, lo spazio attorno a lui, per un’area di due metri, dovrebbe rimanere off limits per chiunque, salvo per il personale sanitario che può avvicinarsi con le adeguate protezioni in modo da evitare di contrarre l’infezione. Altri pazienti colpiti da infezioni ipervirulente sono ricoverati nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata: uno è infettato da Acinetobacter baumannii, uno da stafilococco aureo, uno da Pseudomonas aeruginosa, e uno da Serratia marcescens.

Per quanto riguarda Klebsiella e Clostridium, nessuno dei pazienti infetti risulta essere stato ricoverato per i sintomi causati dall’infezione, ma per altre patologie; quindi è possibile che i degenti siano stati contagiati proprio in ospedale. Già in passato al Santissima Annunziata era scoppiato l’allarme per la presenza di questi due batteri che possono causare complicazioni sanitarie gravi, soprattutto in persone già debilitate da altre patologie. Anche in quelle occasioni i pazienti erano stati messi in isolamento, anche se in moti reparti le stanze per l’isolamento non erano disponibili. Ad aggravare questa situazione, aumentando notevolmente i rischi di trasmissione delle infezioni, si aggiunge l’ormai perenne condizione di sovraffollamento della maggior parte dei reparti. I posti letto non sono mai sufficienti, e i pazienti sono adagiati su barelle, nei corridoi. Si creano situazioni in cui le più elementari condizioni di sicurezza e di igiene non possono essere garantite, né ai pazienti, né ai medici e agli infermieri che lavorano nei reparti. Non solo, la carenza di risorse disponibili fa scarseggiare anche le materie prime indispensabili per una corretta assistenza ai pazienti, costringendo il personale che opera nei vari reparti a lavorare in condizioni estreme. Più volte i rappresentanti sindacali hanno denunciato la mancata fornitura al personale medico infermieristico di guanti monouso, siringhe, aghi a farfalla per i prelievi venosi, aghi cannula, tamponi e perfino termometri. Una condizione da emergenza continua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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