Matrìca, l’impianto di Porto Torres a Terni?
Muretti (Filctem-Cgil): «Preoccupanti le affermazioni di Versari di Novamont, chiarimento urgente»
PORTO TORRES. Un passo avanti e uno indietro. Sulla chimica verde non si finisce mai di imparare. L’ulyima stranezza arriva da Florinas, dove si è svolto il convegno promosso da Legambiente per parlare di energie e fonti rinnovabili (in memoria del presidente di Legambiente Sassari Massimo Fresi). Marco Versari, uno dei principali relatori (dirigente di Matrìca e responsabile dei rapporti istituzionali di Novamont) non ha espresso alcun concetto sullo stato dell’arte del progetto di chimica verde nello stabilimento industriale dik Porto Torres. E la cosa non è passata inosservata. «Versari ha detto che era presente al convegno per parlare di Novamont e non di Matrìca – afferma il segretario generale di Filctem-Cigl Massimiliano Muretti – e che Novamont sta acquisendo un ex impianto di Pet da 50mila tonnellate l’anno per convertirlo in un impianto di produzione di polimero biodegradabile. E ciò avverrà a Terni».
Muretti non ha gradito il disimpegno di Versari: «É meglio ricordare ricordare che Novamont è socio al 50 per cento di Matrìca e quindi sarebbe stato utile e corretto che Versari intervenisse per parlare anche di Matrìca: forse si è voluto sottrarre a responsabilità e domande, ma il fatto più grave è in quanto affermato circa la realizzazione di un nuovo impianto di polimeri biodegradabili a Terni». Si tratta di un vecchio impianto con sede a Patrica, per aumentare la produzione del poliestere, che si sarebbe invece dovuto realizzare nella vasta area industriale di Porto Torres. «Novamont, Eni e Matrìca hanno fin qui affermato che la realizzazione della terza fase del progetto chimica verde non è possibile – aggiunge il segretario Filctem-Cigl – e va spostata nel tempo in quanto il mercato del biodegradabile non si è sviluppato come atteso: se è vero tutto questo perché Novamont avvia la realizzazione di un nuovo impianto da 50mila tonnellate a Terni? E perché i prodotti della filiera di Porto Torres vengono utilizzati per alimentare un impianto che non sorge nell’area turritana ma altrove? Perché l’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli ha affermato che solo dopo lo “sbottigliamento” dell’impianto di Terni sarebbe stato possibile realizzare la terza fase?» Domande pesanti in attesa di risposta. Anche l’assessore regionale all’Industria ha chiesto chiarimenti sul tema.
«Mi risulta che in questi giorni la Regione sta dialogando con Eni sul Protocollo di chimica verde – conclude Muretti – e sembra si stia scrivendo un nuovo documento. Serve un chiarimento urgente». (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google