Nel serbatoio restano i sigilli
Sotto sequestro anche il bacino di contenimento in cui avvenne lo sversamento
SASSARI. I cinque dirigenti sono accusati dalla Procura di Sassari di aver «di comune accordo e con un unico fine» omesso di aver segnalato continui sversamenti di olio combustibile di cui erano a conoscenza da almeno due anni.
L’inchiesta aveva fatto scattare i sigilli al bacino di contenimento e al serbatoio interessato dallo sversamento. Un serbatoio da 50mila litri che - secondo le indagini - si sarebbe staccato dal fondo, «scollato dalle sue pareti, e mai sarebbe stato sottoposto a controlli». Nel bacino di contenimento e nei terreni attorno ai serbatoi dove si erano verificati i fenomeni di sversamento di idrocarburi da cui è nata l’intera vicenda giudiziaria si attende ancora l’inizio delle bonifiche perché a distanza di un anno e mezzo dagli arresti restano ancora i sigilli. Mentre a gennaio di quest’sanno erano stati dissequestrati i gruppi 1 e 2 per la produzione di energia elettrica. Lo sversamento di olio combustibile aveva interessato diversi chilometri della costa settentrionale.
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