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Sassari

seconda accoglienza

A breve 15 rifugiati per strada e non ci sono progetti Sprar

SASSARI. Tra qualche settimana altri quindici migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiato saranno costretti a lasciare il centro di accoglienza perché scade il loro contratto di protezione e...

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SASSARI. Tra qualche settimana altri quindici migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiato saranno costretti a lasciare il centro di accoglienza perché scade il loro contratto di protezione e diventano a tutti gli effetti liberi cittadini. Purtroppo però a Sassari i progetti Sprar non sono attivi e quindi non ci sarà alcun paracadute per dei ragazzi che dall’oggi al domani si ritroveranno per strada senza soldi, senza riferimenti sul territorio e senza nemmeno prospettive. Il Comune sta lavorando alla costruzione di una rete di volontariato all’interno della quale far attecchire i progetti Sprar, ma il cammino sembra ancora lungo e in salita. «Mi meraviglia la scarsa operosità da parte del tessuto di volontariato sassarese attorno al fenomeno dei migranti – dice Luigi Manconi – anche da parte della comunità ecclesiastica non vedo grande interessamento. E se a questa mancanza di fermento da parte delle associazioni si aggiunge l’inefficienza delle istituzioni, ecco che la gestione dell’accoglienza diventa davvero problematico».

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