Lo stabilimento Chiarella, una sede ideale
SASSARI. Sarebbe un ritorno al passato se la collezione di Mariano Deidda potesse trovare posto nell’ex tipografia Chiarella, uno dei simboli di quella felice stagione industriale cittadina che è...
SASSARI. Sarebbe un ritorno al passato se la collezione di Mariano Deidda potesse trovare posto nell’ex tipografia Chiarella, uno dei simboli di quella felice stagione industriale cittadina che è ormai è soltanto un ricordo. Lo stabilimento che fu anche sede della falegnameria Clemente, e prima ancora carcere, da diversi anni è oggetto di un intervento di restauro che ancora non si è concluso, a causa di una serie di stop dovuti alla necessità di reperire ulteriori finanziamenti vista la complessità dell’intervento.
L’amministrazione comunale, che ne è proprietaria, dovrà prendere, a lavori conclusi, la decisione di come utilizzarlo perchè se il primo obiettivo è sempre stato quello di dare ulteriore spazio a i locali della adiacente biblioteca comunale, è anche vero che resterebbe una superficie utilizzabile anche per altro. E riportare torni e presse in via Al Carmelo consentirebbe di dare una giusta collocazione ad oggetti legati all’attività tipografica.
Bisogna ricordare che Giuseppe Dessì, cagliaritano, arrivò a Sassari appena diciannovenne, dalla tipografia di Antonio Timon, figlio di quel Carlo che alla fine del 1700 acquisì la Stamperia Reale di Torino, creando così la prima stamperia sarda di tipo industriale. «Giuseppe Dessì, era il 1885, fu mandat o a Sassari per venire in aiuto alla tipografia Chiarella – racconta Mariano Deidda –. La moglie del titolare, Anna Maria, era rimasta vedova e aveva necessità di tipografi esperti. Grazie proprio a Dessì, che poi sposò la vedova, la tipografia divenne la più grande di Sassari». E che rimase in attività fino agli anni Novanta, quando la crisi cominciò a colpire il settore. (p.f.)
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