Inchiesta per l’autista schiacciato
Al momento nessun indagato per la morte di Tonio Farris, venerdì l’autopsia
SASSARI. Sarà eseguito solo venerdì mattina l’esame autoptico sul corpo di Tonio Farris, l’autista di Ozieri travolto lunedì mattina dal carico del tir che aveva portato a Ploaghe dal porto di Olbia per una consegna a una ditta che si occupa dell’installazione di pale eoliche.
La Procura di Sassari ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, ma al momento nel fascicolo del sostituto procuratore Maria Paola Asara non ci sono indagati. È probabile che la magistratura, assistita nell’inchiesta dallo Spresal, il servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl, voglia iscrivere nel registro degli indagati chi materialmente ha caricato il tir con le barre “tira funi” per pale eoliche che hanno travolto il camionista. Il carico arrivava da una ditta di Padova ed era destinato alla “Cfc srl” di Ploaghe. Tonio Farris, camionista esperto di 41 anni, lavorava per la ditta Loddo di Ozieri. Venerdì mattina era andato con il suo camion al porto di Olbia per recuperare il cassone della ditta Lucianu. Il camion era stato caricato nella penisola con vari materiali destinati a diverse aziende. Durante il week end il carico era rimasto fermo a Ozieri. Lunedì mattina presto Tonio Farris era uscito di casa e si era diretto a Ploaghe, come prima tappa di un tour che lo avrebbe dovuto portare anche Macomer e infine a Villacidro, prima di fare rientro a casa nel quartiere di San Nicola, dove l’aspettavano la moglie e i due figli.
È probabile che durante il viaggio il pesante carico di barre “tira funi” si sia spostato verso la sponda laterale dopo aver sfondando i pianali in pallet su cui era stato caricato dall’azienda produttrice di Padova. Quando il camionista si è avvicinato alla sponda e ha provato a tirarla giù è stato travolto dalla barre d’acciaio. Tonio Farris non ha avuto il tempo di scansarsi, quando ha spostato il telone del tir e ha liberato la sponda per consentire al titolare della “Cfc” e a un suo dipendente di scaricare il materiale proveniente da una ditta di Padova, è stato investito da una valanga d’acciaio. I due uomini che erano accanto a lui hanno provato a salvargli la vita, ma ogni tentativo è stato inutile. Dopo aver lanciato l’allarme e dato le indicazioni ai soccorritori per raggiungere il piazzale che si trova all’ingresso del paese, tra lo stabilimento La Genuina e il Molino Ledda, Salvatore Fonsa e il suo dipendente hanno preso un muletto e spostato il pesante carico di barre metalliche finito sopra il corpo di Tonio Farris. Il camionista era ancora vivo e i suoi soccorritori hanno sperato per qualche minuto che potesse farcela, ma subito dopo l’uomo ha perso conoscenza e poco dopo è deceduto. L’inchiesta dovrà stabilire se la sua morte si sarebbe potuta evitare.
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