Campo rom, demolite baracche inutilizzate
Primi interventi del Comune a Ponte Pizzinnu. L’assessora: «Abbiamo fatto censimenti continui»
PORTO TORRES. La benna della macchina operatrice del Comune ha portato a termine ieri mattina la demolizione di tre baracche del campo sosta rom come da ordinanza emanata dal dirigente del settore Ambiente Claudio Vinci. La quarta casetta è stata invece “risparmiata” sino alla fine dell’anno scolastico: l’assegnatario si era infatti assentato per qualche tempo - lasciando dei parenti ad abitare la baracca - e da quando è rientrato al campo di Ponte Pizzinnu ha voluto iscrivere i figli alle scuole cittadine. «Per questo motivo l’amministrazione ha deciso di darle una proroga sino alla fine dell’anno scolastico – ha detto il presidente della commissione Politiche sociali Francesco Tolu – e nel frattempo lo stesso possessore ha firmato un documento che a conclusione delle scuole butterà giù la baracca a sue spese». La quinta baracca è rimasta in piedi, perché gli ex assegnatari sono rientrati improvvisamente la notte prima pur avendo già perso da mesi il diritto di occupare la piazzola. Un inconveniente andato avanti per buona parte della mattinata, con il capofamiglia Lubisa e i figli che non sono voluti uscire nonostante le richieste del vice comandante della polizia locale Antonio Bazzoni, dell’assessore alle Politiche Rosella Nuvoli e del consigliere Tolu. «Se volete abbattere questa casa datemi un altra sistemazione – ha detto Lubisa –, perché da questo posto noi non vogliamo andare via».
L’assessora Nuvoli ha anche ricordato che nell’arco dell’anno sono stati fatti tre censimenti nel campo sosta nomadi e all’interno della baracca di Lubisa non c’era mai nessuno: «Questa famiglia è domiciliata da diversi mesi in una casa cantoniera fuori dal territorio comunale e quindi, rispetto al regolamento vigente e come da notifica del Comune, non sono più assegnatari della baracca e non possono accampare diritti sulla stessa». (g.m.)
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