Poesie dell’Ottocento riemergono dal cassetto
SEDINI. Il prezioso ritrovamento di un quaderno manoscritto che contiene una raccolta di poesie in sedinese e sardo logudorese ha destato molta curiosità in paese e sta iniziando a dare i suoi...
SEDINI. Il prezioso ritrovamento di un quaderno manoscritto che contiene una raccolta di poesie in sedinese e sardo logudorese ha destato molta curiosità in paese e sta iniziando a dare i suoi frutti.
Il libriccino era stato ritrovato fortuitamente qualche mese fa all’interno di una casa disabitata nel centro storico di Sedini, dimenticato in un cassetto e poi gentilmente affidato dalla famiglia proprietaria alla Cooperativa Setin, che da anni gestisce il museo etnografico locale.
Alcuni mesi di lavoro da parte di un appassionato locale hanno permesso di trascrivere buona parte delle composizioni poetiche, con il titolo “Canzona Seddinesa”, e probabilmente, come suggerisce l’intestazione stessa, la raccolta di poesie era stata scritta per essere cantata, come avvenne per altri componimenti del paese.
Il manoscritto, verosimilmente in forma poetica di “ottava”, consta di 144 pagine ed è rilegato in forma abbastanza precaria. Manca infatti della copertina posteriore ma risulta in discreto stato di conservazione.
«Si tratta sicuramente di una trascrizione fatta nei primi anni del 1900 - spiega Domenico Sanna, della Cooperativa Setin - mentre il contenuto svela alla lettura una serie di componimenti che per gli argomenti trattati e i riferimenti storici sono databili alla seconda metà del 1800».
Scorrendo le poesie ci si rende subito conto che alcune parole sono ormai cadute in disuso, sostituite con altre come è tipico dell'evoluzione linguistica, ma rimane il fatto che il manoscritto è un tassello importantissimo per lo studio della lingua parlata a Sedini.
«Il paese dell’Anglona, pur avendo una produzione di poesia della prima metà del 900 non indifferente, ha infatti pochissime testimonianze di componimenti scritti nel 1800», afferma Domenico Sanna. Una scoperta importante, quindi, proprio perché i versi coprono un arco temporale di cui esistono poche raccolte. Grazie alla disponibilità della famiglia proprietaria e con l'aiuto delle associazioni culturali o attraverso il reperimento di fondi regionali della legge 26, si spera di poter restaurare e soprattutto pubblicare il prezioso documento che sarà esposto a fine dicembre, con le festività natalizie, nel museo etnografico insieme ad una serie di documenti e manoscritti inediti del 1800, tra cui preghiere e laudi alla Madonna del Rosario e ad altri santi.
Pezzetti di storia che arrivano dal passato e che contribuiscono quindi ad arricchire il patrimonio culturale locale e la tradizione poetica sedinese. (m.t.)
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