Festosa rimpatriata dei “giovani” ottantenni di Ossi
OSSI. Ora sono gli ottantenni a provarci a fare l’appello, in attesa della fatidica risposta del “presente”. Classe 1936, circa 150 l’anno della nascita, il gruppo si è nel tempo sfaldato: c’è chi...
OSSI. Ora sono gli ottantenni a provarci a fare l’appello, in attesa della fatidica risposta del “presente”. Classe 1936, circa 150 l’anno della nascita, il gruppo si è nel tempo sfaldato: c’è chi ha emigrato in cerca di fortuna in altri lidi e chi, purtroppo, è scomparso; ma c’è anche chi ora, malfermo in salute, trascorre le giornate in casa inseguendo con la mente i ricordi di una vita già abbastanza lunga e ricca di esperienze. Infanzia sfortunata, trascorsa, sotto la miseria della guerra, hanno svolto i mestieri più svariati: contadini, braccianti, operai, infermieri, militari ed altro, fino a diventare nonni felici. Fatto l’appello i residenti in paese oggi sono risultati 37. Chi ha potuto ha accolto l’invito per una giornata da trascorrere insieme.
Così nei giorni scorsi si sono ritrovati. Prima tappa in parrocchia, accolti con affettuosa tenerezza da don Andrea, giovane parroco ventinovenne, quasi un nipote al quale chiedere sostegno nei momenti di debolezza. Dopo la messa tutti nella storica Piazza del Popolo, sistemazione in pullman e prima sosta in cimitero, per un doveroso omaggio ai propri coetanei meno fortunati. Poi, messi da parte i tristi pensieri, spazio all’allegria e via al ristorante a Saccargia, insieme ai consorti, per una serata da dedicare tutta intera alla memoria di un passato molto fecondo; soprattutto ai ricordi della lontana infanzia, fatta di tanta spensieratezza. (p.s.)
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