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Sassari

Le giovani spose sassaresi ricevono la “dote” di San Nicola

di Antonio Meloni
Le giovani spose sassaresi ricevono la “dote” di San Nicola

Ieri in cattedrale, dopo il pontificale per il patrono, la tradizionale estrazione A tre ragazze andranno 4500 euro, 1260 per altre quattro, poi corredo e abiti

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SASSARI. La dote San Nicola quest’anno è andata a tre future spose delle parrocchie di Nostra Signora del Latte dolce, di San Nicola e Santa Caterina e San Giovanni Bosco. Le tre giovani, la cui identità, come vuole tradizione, resterà ignota, beneficeranno di 4 mila 500 euro a testa mentre alle quattro non estratte andranno 1260 euro più alcuni capi di corredo.

L’esito dell’estrazione è stato comunicato ieri, da don Dino Pittalis, dopo la funzione solenne che ogni anno viene celebrata nella cattedrale di San Nicola nel giorno dedicato al santo patrono di Sassari. La messa, presieduta dall’arcivescovo padre Palo Atzei, affiancato dal capitolo metropolitano, ha visto la partecipazione del sindaco Nicola Sanna e dei rappresentanti delle istituzioni. Ogni anno, come è noto, viene messa a disposizione una certa somma raccolta sulla base delle donazioni di istituzioni e privati. La somma totalizzata quest’anno è di 18.550 euro così ripartiti: 12 mila dal Comune, 6.000 dalla Fondazione Righi, 200 dalla parrocchia di Sant’Orsola, 200 dalla parrocchia di Santa Maria di Pisa, 100 da quella del Sacro Cuore e 50 da privati. L’anno scorso la quota era di poco superiore: 21.700 euro, la recessione, evidentemente, ha pesato anche sulla generosità.

Sette le parrocchie che hanno partecipato: San Nicola e Santa Caterina, Sacro Cuore, Nostra Signora del Latte Dolce, Sant’Orsola, San Giovanni Bosco, Cristo Redentore e Santa Maria di Pisa. Alla colonna sonora della cerimonia, ha pensato il coro della cappella del Duomo guidato da monsignor Antonio Tamponi, mentre all’organo c’era Lucio Tummeacciu. La dote di San Nicola è una di quelle tradizioni che a Sassari anticipano le festività di fine anno. L’origine è ignota, ma è ragionevole supporre che si tratti di un rito molto antico. Vescovo di Mira, nella Lycia (regione nell’attuale Turchia), Nicola visse tra il 250 e il 343. Subì le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano contro i cristiani, ma fu liberato da Costantino. Le sue spoglie arrivarono a Bari nel 1087. Diverse le leggende legate alla fondazione del rito, una in particolare sembrerebbe spiegarne l’origine. Si racconta di un padre che, non avendo i soldi per la dote delle tre figlie, avesse deciso di farle prostituire. Venuto a conoscenza del dramma imminente, il vescovo donò all’uomo tre sacchetti di monete d’oro che costituirono la dote delle fanciulle, preservandone la sorte e la purezza.

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