Desini attacca Arru: «L’Sgb di Ploaghe ci costa 3,5 milioni»
Il consigliere regionale contesta il salvataggio dell’Ipab «Il passaggio all’Asl sarebbe dovuto avvenire senza spese»
SASSARI. «Sulla sanità stiamo continuando a fare del male ai nostri conterranei, e io non voglio essere complice di queste nefandezze». Parole del consigliere regionale del Partito dei Sardi, Roberto Desini, che si dissocia dalle politiche messe in atto dall’assessorato regionale alla Sanità e attacca l’assessore Luigi Arru accusandolo in aula di avere mentito sulla portata finanziaria del passaggio dell’Ipab San Giovanni Battista di Ploaghe alla Asl di Sassari
«Quando vi fu il salvataggio dell’Ipab, l’assessore Luigi Arru dichiarò che il trasferimento sarebbe avvenuto a costo zero per le casse regionali – spiega il consigliere regionale del Pds – lo assicurò ma né lui né la struttura sono mai stati in grado di dimostrarlo. Per questo motivo, e per il fatto che per noi il provvedimento era del tutto illegittimo, in quella circostanza il nostro Gruppo votò contro. E non sbagliammo».
«Oggi i fatti ci danno ragione – continua Desini – visto che nella variazione del bilancio passata in consiglio regionale è scritto testualmente, “Al fine di consentire alla Asl numero 1 di Sassari lo svolgimento delle funzioni trasferite a seguito dell’estinzione dell’Ipab fondazione San Giovanni Battista con sede in Ploaghe è autorizzata nell’anno 2016 la spesa di 3 milioni e 470mila euro”. Ma non sarebbe dovuto essere un passaggio a costo zero per la Regione?», chiede l’esponente del PdS.
«E allora l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru ha dichiarato delle cose non vere, che si stanno dimostrando con i fatti. Ma l’assurdità dell’operazione non è solo una questione economica: al San Giovanni Battista ci sono in dotazione organica 56 OSS e all’Asl di Sassari, nell’intera Asl, ce ne sono 162. Ma vi dirò ancora di più: al San Giovanni Battista di Ploaghe ci sono 36 fisioterapisti mentre in tutta la Asl ce ne sono 54. Pertanto l’Ipab San Giovanni Battista ha il 67 per cento della dotazione della Asl di Sassari».
«Abbiamo il coraggio una volta – chiude polemicamente il consigliere regionale del partito dei sardi :– per tutte di voltare pagina davanti a questa gestione della sanità, davanti a questo schifo?».
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