Parco, guerra interna sulle iniziative del sindaco di Stintino
L’attacco da Gigi Pittalis, membro del consiglio direttivo «Chiaro il tentativo di dirottare i progetti relativi all’Asinara»
PORTO TORRES. Scoppia la guerra interna nel consiglio direttivo dell’Ente Parco Asinara all’indomani della presentazione del progetto integrato “Stintino-Asinara” che si è svolta nei giorni scorsi nel museo della Tonnara alla presenza dello stato maggiore della Regione. A sparare i primi colpi è il componente del giunta esecutiva del consiglio direttivo Gigi Pittalis, nominato dalla amministrazione Scarpa, che pur non avendo partecipato all’incontro pubblico con gli assessori regionali promosso dal sindaco di Stintino ritiene che «i contorni istituzionali di questa iniziativa non erano ben chiari». «Il sindaco di Stintino – dice Pittalis –, nell’ambito delle sue funzioni, può organizzare ciò che ritiene utile per il suo territorio. Detto questo, intravedo comunque il tentativo non tanto velato di spostare l’asse del parco da Porto Torres a Stintino: vedi ad esempio la proposta fatta per iscritto dallo stesso Diana sull’approvvigionamento idrico, che rispolvera un vecchio progetto della Cassa Depositi e Prestiti del 1980 nel quale era prevista la realizzazione di una condotta sottomarina che collega alla terra ferma l’isola dell’Asinara in prossimità di Punta Negra, in netto contrasto con il Piano del parco».
Una presa di distanza vera e propria dal vicepresidente dell’Ente Parco, dunque, che comincia con l’antico problema delle risorse idriche dell’Asinara e si acuisce ulteriormente su altri temi che riguardano principalmente la nomina del presidente da parte di ministero dell’Ambiente e Regione e sullo sviluppo dell’Asinara. «I tempi per la nomina del nuovo presidente del consiglio direttivo del parco sono scaduti – aggiunge Gigi Pittalis – e, crisi di governo permettendo, credo sia necessario procedere in tempi rapidi: questa carica non può prescindere dalla ricerca di una figura espressa dalla nostra città e ciò consentirebbe il superamento di alcune anomalie come il mancato funzionamento della giunta esecutiva e i rapporti con il direttore del parco, così come richiesto dal sottoscritto nell’ultima seduta del consiglio direttivo».
A circa un anno dalla conclusione del mandato dell’avvocato Pasqualino Federici, infatti, non si è ancora provveduto alla nomina di un nuovo presidente dell’Ente Parco, nonostante non siano mancate anche le sollecitazioni al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Ora occorre attivarsi per la convocazione del tavolo – conclude Pittalis – dove siedano insieme consiglio direttivo e Comunità del Parco: in quella sede dovremo discutere sulle grandi questioni come acqua, trasporti, servizi per l’accoglienza dei visitatori, sottoservizi, amianto, medico tutto l’anno e logistica per gli operatori che lavorano sull’isola».
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