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Sassari

PARLIAMONE - I truffatori che rubano la fiducia

Daniela Scano
PARLIAMONE - I truffatori che rubano la fiducia

La miserabile azione condotta nei giorni scorsi a Sassari ai danni di un'anziana che ha dato i suoi risparmi a un finto avvocato per difendere il figlio (che non aveva fatto nulla)

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SASSARI. Ci vuole coraggio a imbrogliare un vecchio. Coraggio, sangue freddo e una dose massiccia di vigliaccheria. Tre caratteristiche apparentemente inconciliabili se non quando sono cementate dal cinismo amorale. I truffatori, quando hanno fantasia e inventano storie che fanno sognare le loro vittime, sono perfino simpatici perché in fondo ha ragione chi dice per ciascuno di loro c’è uno sciocco che pensava di fare un buon affare. Gli imbroglioni dei nonni no, non sono simpatici per niente. Sono odiosi miserabili che si insinuano nella solitudine e sfruttano l’ansia provocata raccontando frottole.

Non c’è una punizione adeguata per la umiliazione e la vergogna che, ancora più del furto, provoca nella vittima la consapevolezza di “esserci cascato”. Una cosa che non sarebbe mai accaduta solo qualche anno prima, quando si era nel pieno della forma fisica e psicologica. Ci sono vecchi che dopo una truffa non ritornano più quelli di prima. È come se dentro di loro si fosse rotto per sempre qualcosa. Sarà perché la fiducia nel prossimo si è volatilizzata insieme ai risparmi o ai gioielli di famiglia. Ma, soprattutto, ad andare in pezzi è stata la fiducia nelle istituzioni che si rafforza dopo una certa età.

Lo sanno bene i carabinieri e gli operatori del 113 che rispondono alle telefonate di donne e uomini soli, molto anziani, e li ascoltano e raccolgono i loro sfoghi. Lo fanno con pazienza di figli e nipoti. Per questo legame tra gli anziani e le istituzioni, quando devono colpire i truffatori indossano quasi sempre la maschera di un rappresentante dello Stato o di un ente molto vicino allo Stato.

Nei giorni scorsi uno di questi soggetti si è presentato a casa di una donna che avrebbe potuto essere sua nonna, anche se non ha fatto niente per meritare un nipote del genere. Ha detto alla signora che suo figlio era stato arrestato e che lui era un avvocato, quindi l’avrebbe aiutato a tirarsi fuori dai guai. Bastava pagare: duemila subito e altri tremila in comode rate. Non c’era alcun motivo perché l’anziana potesse pensare che suo figlio l’avesse combinata grossa: l’aveva educato bene e lui l’aveva ripagata con tante soddisfazioni. Ma ha avuto paura lo stesso. E ha pagato, sentendosi ancora una volta la mamma che protegge i suoi cuccioli. Poi, quando ha scoperto di essere stata truffata, si è vergognata come una ladra per essere cascata nel tranello, ma ancora di più per avere dubitato di suo figlio.

Nel nostro codice penale sono previste tutte le aggravanti possibili ma non il furto di fiducia. Non c’è perché non è risarcibile.

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