La Nuova Sardegna

Sassari

Sbarcò al porto con la coca condannato a tredici anni

di Nadia Cossu
Sbarcò al porto con la coca condannato a tredici anni

Un 66enne di Alghero era stato arrestato a Porto Torres con 4 chili di droga L’avvocato: impugnerò la sentenza, non era questo il tribunale competente

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SASSARI. Le forze dell’ordine seguivano da tempo ogni sua mossa. Avevano il sospetto che fosse proprio lui l’organizzatore e il finanziatore di un traffico internazionale di droga e così due anni fa, allo sbarco al porto di Porto Torres, lo avevano arrestato insieme al complice Marco Carta (già processato in abbreviato e condannato a cinque anni di reclusione): avevano appena portato in Sardegna quattro chili di cocaina.

Giancarlo Masala, 66 anni, originario di Genova ma algherese di adozione, aveva scelto di andare a dibattimento e ieri mattina il collegio presieduto dal giudice Salvatore Marinaro (a latere Guareschi e Nuvoli) lo ha condannato a tredici anni di carcere e al pagamento di 40mila euro di multa. Il pubblico ministero Gianni Caria, al termine della requisitoria, aveva chiesto una pena ancora più alta: sedici anni, in considerazione dell’ingente quantitativo di droga e dei precedenti specifici.

L’operazione che aveva portato all’arresto di Masala e Carta era avvenuta a conclusione di una scrupolosa attività di indagine della polizia che aveva portato gli investigatori a spostarsi tra la Sardegna e la Liguria. In realtà il 66enne viaggiava spesso anche verso la Spagna dove aveva in gestione un bar-ristorante in società con altre persone. Ma il suo coinvolgimento in precedenti operazioni sempre nell’ambito del traffico di droga – aveva convinto gli inquirenti a tenere Masala sotto stretto controllo, proprio perché considerato il finanziatore di un vasto giro di droga. Ed è per questo che avevano installato nella sua casa di Alghero diverse telecamere. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali gli uomini della questura sassarese erano riusciti a ricostruire gli spostamenti degli imputati e i contatti con gli spacciatori. Fino alla Liguria, dove sarebbe avvenuta la consegna di 4 chili di cocaina. Lui e Carta, dopo aver ricevuto la sostanza stupefacente, si erano poi imbarcati – ignari di essere sorvegliati a vista – ed erano scesi separatamente dalla nave. Appena toccato terra erano stati arrestati.

«Le sentenze non si commentano ma si impugnano – ha detto Elias Vacca, l’avvocato difensore di Masala – Tanto per cominciare diciamo che in questa inchiesta non era competente il tribunale di Sassari ma quello di Savona, dove sarebbe avvenuta la consegna della droga, stando alle indagini. Quanto alla responsabilità del mio assistito c’è da dire che Masala avrà anche avuto delle frequentazioni discutibili, come sarebbe emerso dalle intercettazioni, ma la prova che questo traffico di droga sia imputabile a lui è tutta da discutere e verificare. Per questo impugnerò la sentenza».

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