La Nuova Sardegna

Sassari

Vivere senza scuole, poste e guardia medica

L’assenza dei servizi considerati di base favorisce la fuga verso i centri più grandi e organizzati

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. “Spop-instantanea sullo spopolamento” è l’avvincente libretto elaborato dal collettivo Sardarch, composto dai tre giovani architetti Matteo Lecis Cocco Ortu, Nicolò Fenu, Francesco Cocco che, nel promuovere la loro visione etica della professione, hanno individuato nello spopolamento una questione grave «perché perdiamo i nostri paesi e soprattutto le persone», un'emergenza «a cui non si può non rispondere», una chiamata alla responsabilità «quando un sindaco come quello di Bortigiadas, Emiliano Deiana, sui social network ci racconta ogni giorno dei 260 paesi sardi colpiti dallo spopolamento». «Lo spopolamento non è un fatto ineluttabile, ma è la conseguenza di scelte politiche precise che sono state attuate in Sardegna e nella penisola». Sponsor dell'iniziativa è la Fondazione di Sardegna.

La base del lavoro è la ricerca Puggioni-Bottazzi del 2013 dove si avvertiva che tra i 377 comuni sardi, 31, disseminati tra montagne e colline, sono a rischio di scomparsa. Scrive lo studioso Giuseppe Puggioni: «In nessuno di questi comuni sono presenti tutti i 13 servizi considerati di base o essenziali (scuole, guardia medica, farmacia, ambulanza, centri anziani, uffici postali, stazioni di polizia e carabinieri)». Soltanto in tre c’è la guardia medica e in 11 una scuola elementare. «È verosimile che l’assenza di servizi non preceda, ma segua o accompagni lo spopolamento acuendone semmai la spirale involutiva. Seppure in termini di estrema semplificazione - si continua nello studio - si può dire che nelle dinamiche di spopolamento concorrono soprattutto i fattori di repulsione rispetto a quelli di attrazione e che tra le cause di repulsione che favoriscono l’abbandono si annoverano la sottodotazione di servizi e una carenza di infrastrutture (trasporti, comunicazioni, in primo luogo)».

«Sulla base delle attuali caratteristiche sia di struttura che di movimento della popolazione dei 31 comuni considerati a rischio di scomparsa – si sottolinea –, in assenza di interventi di qualsiasi natura, estrapolando le linee di tendenza osservate per il periodo 1951-2015, è consentito di segnalare tra quanti anni, rispetto al 2015, si potrebbe avverare la loro desertificazione». Monteleone Rocca Doria e Sorradile sono i primi paesi della lista.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative