La Nuova Sardegna

Sassari

La pista è pronta, gli atleti restano fuori

di Luca Fiori
La pista è pronta, gli atleti restano fuori

L’intervento per rimettere a norma il vecchio impianto è terminato ma senza l’ultimo collaudo della Fidal è inutilizzabile

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Sono costretti ad allenarsi per strada o sulla pista ciclabile della Buddi Buddi. I più fortunati mettono al sicuro ginocchia e caviglie sulle piste dei centri più vicini come Porto Torres o Ploaghe, con tutti i disagi che questo comporta.

Dal mese di giugno circa 1000 atleti della città e dei paesi limitrofi sono costretti a fare i salti mortali per trovare una striscia di asfalto uniforme su cui allenarsi, a causa della chiusura forzata dello Stadio dei Pini. E ora che l’impianto cittadino è finalmente pronto, dopo i lavori di ristrutturazione, ci si mette di mezzo la burocrazia che, come al solito, rallenta tutto e in questo caso mette a rischio - riempiendola di ostacoli - la prossima stagione podistica primaverile per una ventina di società sportive.

Lo stadio di proprietà del Comune, dedicato a Tonino Siddi, necessitava di un restyling urgente e sei mesi fa sono iniziati i lavori di rifacimento della pista che sarebbero dovuti durare 100 giorni. Così aveva promesso la “Appalti e Costruzioni Vasapollo srl” di Cagliari che si era aggiudicata i lavori, finanziati con 550mila euro per la maggior parte dalla Regione. Il 3 novembre, con circa un mese di ritardo, la ditta cagliaritana ha concluso l’opera di ripristino della pista e delle pedane di lancio e ha consegnato l’impianto al Comune. Ma a distanza di un mese il cancello dello stadio dei Pini è ancora chiuso.

«È tutto pronto - si rammarica l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Ottavio Sanna - a questo punto manca solo l’omologazione per la verifica dei materiali utilizzati, che la Fidal nazionale ha affidato al Politecnico di Milano. In attesa che eseguano queste verifiche - continua l’assessore - il Comune è riuscito ad avere altri 50mila euro dalla Regione per l’acquisto di attrezzature utili all’impianto e chiesto a Cagliari di poter utilizzare 100mila euro avanzati dal finanziamento iniziale per realizzare un pistino di allenamento accanto alle tribune e 30mila euro per rimettere a posto i bagni dell’impianto». Dopo tanti di anni di abbandono lo Stadio dei Pini sarà dunque un gioiellino che potrà finalmente ospitare gare e meeting internazionali, oltre che garantire la sicurezza degli atleti che per troppo tempo si sono dovuti accontentare di correre su una pista deteriorata e pericolosa. «Non chiediamo altro - spiega Ivo Pinna consigliere della società Shardana e neo eletto nel comitato provinciale della Fidal - noi non vogliamo fare polemica con nessuno, abbiamo apprezzato la trasparenza con cui il Comune ci ha tenuti informati sullo stato dei lavori, ma ora dopo sei mesi lontani dalla pista chiediamo di poter finalmente rientrare ad allenarci allo stadio. Abbiamo 190 tesserati e molti di loro - aggiunge Pinna - a breve dovranno iniziare a preparare le gare su pista per la stagione primaverile, senza un impianto a disposizione diventa tutto più complicato». Sono circa 1000 gli atleti delle 21 società della provincia che si trovavano nella stessa situazione. «È un vero peccato che si sia arrivati a fine anno con l’impianto ancora chiuso - aggiunge l’assessore Ottavio Sanna - noi avevamo nominato un collaudatore in corso d’opera che aveva seguito tutto l’iter dei lavori, ma fino a quando non arriverà l’omologazione da parte dell’università di Milano l’impianto non potrà essere utilizzato, ci auguriamo che capiscano le nostre esigenze ed entro metà gennaio si possa riprendere a correre sulla nuova pista». Tra i lavori, oltre al “retopping” della pista, era prevista anche la rimozione e la ricostruzione della gabbia dei lanci del disco e del martello, la ristrutturazione della fossa dei 3 mila siepi, la tracciatura delle linee di demarcazione della pista di atletica e delle pedane dei lanci e dei salti. «Credo che le società debbano avere un altro po’ di pazienza - spiega il presidente regionale della Fidal Sergio Lai - la procedura che la federazione sta seguendo è quella giusta, dopo gli assaggi sul manto da parte dei laboratori dell’università di Milano arriverà l’omologazione della Fidal e l’impianto potrà essere finalmente utilizzato, credo che a metà gennaio gli atleti potranno tornare in pista».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative