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Sassari, giro di vite contro ambulanti e tavolini

Sassari, giro di vite contro ambulanti e tavolini

Stop alla vendita fuori dal Palazzetto durante le partite e chiusura minimo di 5 giorni per i locali che sgarrano con i gazebi

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SASSARI. Niente camion del “paninaro” fuori dal Palaserradimigni durante le partite della Dinamo. E, in generale, divieto di esercizio del commercio su area pubblica in forma itinerante su mezzi, autocarri, camion o qualunque altro mezzo adibito per l’esercizio di tale attività in prossimità degli impianti sportivi se c’è un evento in corso. Con i venditori che dovranno stare a una distanza non inferiore a 100 metri da ingressi, uscite di emergenza o vie di esodo.

Il giro di vite, arrivato con un’ordinanza del sindaco emanata mercoledì, segue una segnalazione al questore arrivata dopo la partita di basket tra la Dinamo e Varese dello scorso 3 ottobre, con un furgone per la vendita dei panini che si era posizionato proprio di fronte all’ingresso del Palaserradimigni, complicando non poco il già non semplice deflusso degli spettatori, e delle loro auto, dopo la partita. Situazione che ha messo sotto grande stress la polizia municipale che ora, forte della nuova ordinanza, avrà modi molto più persuasivi di farsi rispettare da eventuali abusivi. Per chi sgarra infatti è prevista una sanzione da 50 a 500 euro, la sospensione immediata dell’attività di vendita e la confisca delle attrezzature e delle merci.

E se per i “paninari” si annunciano tempi duri anche i gestori di bar e ristoranti che hanno tavolini e gazebi sul suolo pubblico dovranno tenere gli occhi aperti. Un’altra ordinanza, datata sempre 21 dicembre, constatato che «ormai frequentemente in città sono segnalati ripetuti episodi di occupazione di suolo pubblico abusiva (e cioè posta in essere in assenza di titolo o in eccedenza rispetto alla superficie concessa) da parte di titolari di esercizi commerciali e di pubblici esercizi» e che «tale fenomeno ha ormai assunto proporzioni tali da compromettere la sicurezza della viabilità veicolare e pedonale, generando pericoli e rischi per la pubblica incolumità», ha chiarito che alla violazione dell’articolo 20 del codice della strada che regola appunto l’indebita occupazione di suolo pubblico consegue oltre al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, la sanzione accessoria della rimozione dell’occupazione abusiva e, nel caso di occupazione a fine di commercio la chiusura dell’esercizio per un periodo che va da un minimo di 5 giorni sino al pieno adempimento dell’ordine di ripristino dello stato dei luoghi.

Insomma se, metro alla mano, verranno accertate violazioni nelle misure del suolo occupato il Comune non si limiterà a una semplice multa ma chiuderà le serrande dei colpevoli per almeno 5 giorni.

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