Tomba profanata a Sassari, la polizia sulle tracce degli autori del raid
Trovata un’impronta sulla porta della cappella del cimitero Il padre di Stefano Oggiano: «Solo un mostro può agire così»
SASSARI. «Solo un mostro può compiere un gesto simile. La profanazione della tomba di Stefano ha riaperto una ferita che la nostra famiglia sta cercando di rimarginare da quasi dieci anni». È ancora scosso Andrea Oggiano due giorni dopo aver scoperto che la cappella di famiglia, dove è sepolto il figlio Stefano, promessa del calcio venuta a mancare a gennaio del 2007 a soli 20 anni, è stata profanata.
Qualcuno durante la notte tra martedì e mercoledì ha spaccato il marmo all’interno della cappella con una mazzetta e poi ha tentato di sfondare anche la lapide posta a protezione della bara di Stefano. Forse disturbati da qualcuno, i vandali non hanno proseguito il lavoro e hanno lasciato per terra i pezzi di marmo spaccato senza portare via niente dalla cappella. I malviventi potrebbero però avere le ore contate, perché gli esperti della Scientifica mercoledì mattina hanno isolato un’impronta sospetta sul vetro del cancelletto d’ingresso della cappella della famiglia Oggiano. La speranza è che appartenga a qualcuno noto alle forze dell’ordine e che si possa risalire a chi ha compiuto un gesto che la famiglia dello sfortunato calciatore non si sa spiegare.
«Siamo gente per bene - si rammarica Andrea Oggiano - e non abbiamo nemici. Non voglio pensare che chi ha compiuto questa mostruosità volesse colpire noi. Preferisco pensare che sia l’opera di qualche folle che ha scelto la nostra cappella - aggiunge Oggiano - perché era l’unica aperta in quell’ala del cimitero». Intanto ieri mattina gli operai hanno iniziato i lavori di ripristino della tomba danneggiata, mentre molti cittadini indaffarati per la pulizia delle tombe in vista delle festività natalizie hanno confermato che un servizio di vigilanza più presente sarebbe molto gradito.
«Soprattutto nei mesi invernali - spiega una pensionata di 83 anni che è venuta a portare i fiori sulla tomba del marito - quando vengo di pomeriggio ho un po’ di paura. In questo periodo fa buio presto e alcuni angoli del cimitero sono un po’ bui e non mi sento sicura. E poi ho sentito dire che ogni tanto sparisce qualcosa - aggiunge la pensionata - nella nostra tomba non c’è niente da rubare, ma qualcuno ha subìto il furto di cornici e di statue d’argento, servirebbero più controlli, soprattutto la sera». Difficile però controllare tutto in un’area così vasta. «I controlli ci sono - spiega un operaio del cimitero - ma controllare 16 ettari di terreno alla perfezione è impossibile, servirebbe una guardia giurata per ogni tomba».
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