Sennori, bacchettata della Corte dei conti per le partecipazioni societarie

Sono arrivati i risultati della relazione stilata dai giudici contabili sulla spesa pubblica. Il Comune non ha trasmesso i dati sulle razionalizzazioni: il tema sarà discusso in Consiglio

SENNORI. In Comune arriva una nuova grana. I risultati di una recente indagine conoscitiva in tema di partecipazioni societarie, stilata dalla Corte dei conti, dicono che l’amministrazione comunale di Sennori non ha comunicato le azioni di razionalizzazione delle quote, e quindi della spesa pubblica, previste dalla legge. La spinosa vicenda verrà affrontata nel corso della prossima seduta del consiglio comunale del 28 dicembre che si preannuncia infuocata.

I controlli. La legge di stabilità per il 2015 ha disposto che gli enti locali avrebbero dovuto avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. E ha disposto anche che i sindaci e gli altri organi di vertice dei Comuni avrebbero dovuto definire e approvare entro il 31 marzo 2015 un piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni specificando le modalità e i tempi di attuazione da rispettare. Dopo di che, il piano andava corredato da una relazione tecnica e inviato alla Corte dei conti. Infine, la legge dispone che entro il mese di marzo del 2016, il Comune avrebbe dovuto produrre una relazione sui risultati conseguiti e inviarla nuovamente alla Corte dei conti. Su questa mole di dati, i giudici contabili hanno avviato un’indagine per capire quali Comuni abbiano effettivamente rispettato gli obblighi imposti dalla legge.

Comune silente. Il consiglio comunale sennorese aveva approvato la mappa delle quote societarie in una ricognizione fatta alla fine del mese di dicembre 2015. Al tempo le quote in mano a Sennori erano queste: 0,05 per cento di Abbanoa; 7,14 per cento di Anglona ambiente; 1,12 per cento di Demos; 0,84 per cento di Sistema turistico locale (Stl). In una relazione, pubblicata nelle scorse settimane, la Corte dei conti ha fotografato la situazione degli enti locali sardi: ci sono i Comuni che hanno adottato il piano di razionalizzazione e quelli che, invece, non lo hanno fatto perché non erano tenuti a farlo. E poi ci sono i Comuni che hanno fatto la ricognizione delle partecipazioni possedute ma non hanno inviato alcuna comunicazione. Proprio tra le amministrazioni silenti compare anche il Comune di Sennori, che non avrebbe inviato a Cagliari i dati previsti.

In Consiglio. Qualche prima indicazione sulla questione è emersa durante la commissione Bilancio che si è riunita ieri mattina nel municipio di via Brigata Sassari. Una riunione molto partecipata in cui si sono presentati anche il sindaco, Nicola Sassu, e il suo vice, Mario Satta. Ora a voler far luce sulla vicenda sono i consiglieri comunali di minoranza Antonio Canu e Francesca Nonna, i quali hanno depositato un’interpellanza rivolta all’assessora al Bilancio, Maria Ladinetti.

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