Premi per le tesi sul volontariato e ricerche sui tumori
Grandi successi per gli studiosi in ambito universitario Dai lavori all’avanguardia sulle disabilità alle nanoparticelle
SASSARI. Non sono mancati i momenti per essere orgogliosi di ciò che si è fatto di buono, anzi ottimo, a Sassari nel corso dell’anno che va a finire. Partendo proprio dall’ultima parte del 2016, per fare alcuni esempi, c’è da annoverare la premiazione di sei studentesse iscritte al dipartimento di Scienze umanistiche e sociali che si sono distinte nell’ultima edizione del concorso “Il volontariato in Sardegna” indetto da Sardegna Solidale per le loro tesi di laurea e per i lavori di ricerca sul tema della solidarietà e del Terzo Settore. Grande impegno dei giovani in temi che fanno discutere. Le ragazze premiate sono Dolores Brias, Erica Ceccarelli, Claudia Dessena, Giulia Masala, Valeria Sotgiu e Marcella Vinci. Le loro tesi parlano di autismo, di disabilità, di lavoro nelle comunità di recupero, di fundraising, di darsi agli altri come dono. Temi nobili che fanno sperare in una gioventù non sempre e solo disillusa.
Grandi successi, sempre nell’università di Sassari, per ricerche che hanno avuto risonanza mondiale nel campo della lotta ai tumori. Il progetto riguarda la costruzione di nanovettori capaci di trasportare i farmaci antitumorali direttamente nelle cellule malate. Protagonista il laboratorio di Drug Design and Nanomedicine di UniSS, diretto da Mario Sechi (chimico farmaceutico), in collaborazione con Vanna Sanna (nanotecnologa), Nicolino Pala (chimico farmaceutico), Salvatore Nurra (chimico farmaceutico), e Salvatore Marceddu (esperto di microscopia elettronica), in sinergia con il gruppo statunitense di Nouri Neamati.
Infine, ai primi di dicembre, un gruppo di ricercatori dell’università di Sassari ha conquistato la copertina dell’ultimo numero di “Cellular Microbiology”, una delle più prestigiose riviste internazionali di microbiologia, con un articolo sul ruolo delle lipoproteine di mycoplasma nelle patologie animali come l’agalassia. Capofila dello studio è Alberto Alberti, professore associato di microbiologia nella facoltà Veterinaria.
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