Da domani partono i saldi ma in viale Italia si chiude
La stagione dei ribassi comincia con le vie deserte e molte serrande abbassate Gli addetti ai lavori chiamano il Comune: «Ci dia una mano, qui stiamo morendo»
SASSARI. «Nelle feste di Natale abbiamo incassato il cinquanta per cento in meno allo scorso anno. Domani iniziano i saldi, ma per noi non cambierà niente, questa era la via dello shopping ma la gente ormai è sparita perché arrivare da queste parti è sempre più complicato».
Alla vigilia della stagione dei ribassi - che nell’isola durerà fino al 5 marzo - da viale Italia si leva un grido di dolore da parte dei pochi commercianti che ancora resistono e non sono andati via. Le serrande abbassate e i cartelli “Affittasi” raccontano di una fuga continua da quella che un tempo era la via principe del commercio cittadino.
«Non ci aspettiamo nessun miracolo - spiega Antonello Sanna dei negozi Lacoste e Mizuno - i saldi non riporteranno di certo la gente da queste parti perché arrivare qui ormai è impossibile. Il Comune ha deciso di realizzare la pista ciclabile - aggiunge il negoziante - e di togliere dal centro nove chilometri di posteggi, incoraggiando in questo modo la gente a dirigersi direttamente verso i centri commerciali di Predda Niedda. Noi avevamo clienti che venivano da fuori città e ormai li abbiamo persi. In questo modo - continua Sanna - è stato dato il colpo mortale alle vie del commercio cittadino, la città avrebbe bisogno di un cinema, di impianti sportivi che funzionino, di eventi che attirino le persone in centro e di servizi efficenti - conclude il commerciante - ora che accanto alla pista ciclabile le serrande stanno iniziando ad abbassarsi saranno contenti».
Amministrazione comunale nel mirino anche dalle parti del centro storico. «Durante la campagna elettorale - spiega il commerciante di abbigliamento Antonio Fanari - ricordo che il sindaco aveva promesso che lui e la sua giunta avrebbero rivisto la viabilità e le regole della Ztl dalle parti di via Cagliari e viale Umberto e invece non hanno fatto niente. Sotto Natale - aggiunge Fanari - abbiamo fatto un po’ peggio dello scorso anno e per noi questo è un grande risultato perché le previsioni erano ancora più drammatiche. Domani partiremo anche noi con i saldi - continua il negoziante - ma non ci aspettiamo grandi folle. È il Comune che deve riportare la gente in centro, offrendo la possibilità di trovare posteggio e proponendo eventi culturali che invoglino la gente ad uscire di casa. E poi potrebbe venire incontro anche a noi commercianti - conclude Fanari - paghiamo troppe tasse comunali senza avere i servizi adeguati».
C’è anche chi se la prende con il presepe di Porto Sant’Antonio che durante le feste avrebbe scoraggiato i clienti ad avvicinarsi ai negozi del Corso. «La viabilità è stata modificata - spiega Fabio Casini - e molti sono stati scoraggiati dall’avvicinarsi da queste parti. Siamo già penalizzati per l’isolamento che è stato creato da anni al centro storico, ci mancava solo quello».
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