Murru: «Amministrazione Sanna, un grande fallimento»
Il capogruppo del M5S in consiglio comunale boccia senza appello il terzo anno di mandato del sindaco
SASSARI. «Se il 2014 era l’anno dell’avvio del mandato, se il 2015 era trascorso con interminabili litigi all’interno della maggioranza che hanno completamente immobilizzato l’azione amministrativa, solo all’apparenza mitigati dalla nascita della giunta Sanna bis, il 2016 non può che essere archiviato come un ulteriore anno gettato alle ortiche, davanti a una città ferma, in coma, e che non vede la luce in fondo al tunnel».
Dosì il capogruppo del M5S Maurilio Murru, che boccia senza appello l’amministrazione Sanna. «Se nessuna delle incompiute lasciate dai mandati precedenti ha visto la nascita, a queste va aggiunta la più inutile e progettualmente insensata delle opere realizzate in città: la pista ciclabile, il cui termine dei lavori viene rimandato di anno in anno, ma della quale i cittadini sassaresi pare non sentissero la mancanza. L’unico segno di vita degno di nota nel 2016 è sembrata la capacità di indebitare i cittadini, pare infatti non bastare un bilancio annuale che prevede entrate per oltre 250 milioni di euro, si rende necessario caricare di debiti i sassaresi, senza che siano stati peraltro coinvolti nelle decisioni (alla faccia della tanto decantata partecipazione)».
«Così il 2016 chiude con oltre 15 milioni di euro di debiti che saranno per i prossimi 10 anni saranno sulle spalle di tutti i cittadini, per rifare le strade e per rifare o adeguare le strutture sportive, evidentemente la priorità per questo mandato amministrativo. Semplice così, troppo semplice, mentre le bocche restano cucite quando si fa presente che nel corso del 2016 le casse del comune hanno dovuto sborsare oltre 1 milione e 700 mila euro per far fronte a sentenze perse, relativamente a cause ereditate dalle precedenti gestioni, come se quello degli uffici fosse un mondo a se e gli errori (in attesa di presunti interessamenti della Corte di Conti), anche questi, devono sempre ricadere nelle tasche di tutta la comunità». «Un tangibile segnale di disaffezione verso questa amministrazione è arrivato anche dal risultato del referendum, non sono certo bastate le assenze del sindaco dal consiglio ad evitare un annegamento fatto di no. E allora in conclusione, se questa agonia deve durare ancora due anni e mezzo, non possiamo che augurarci che passino il prima possibile».
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