La Nuova Sardegna

Sassari

All’ospedale Segni il nuovo anno inizia con i vecchi problemi

di Barbara Mastino
All’ospedale Segni il nuovo anno inizia con i vecchi problemi

Reparti chiusi, carenza di personale e locali fatiscenti La nota positiva: i lavori alle sale operatorie sono alla fine

2 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Anno nuovo ma problemi vecchi nell’ospedale Antonio Segni di Ozieri, dove a fronte di alcune questioni in fase di risoluzione ci sono tante problematiche che non sembrano trovare una fine positiva.

Si inizia da Ginecologia e Ostetricia, chiusa temporaneamente sino all’8 gennaio ma che forse - per la mancanza di personale cronica nell’Asl 1 e in tutte le sedi sanitarie sarde a causa del blocco del turn over - non è detto che possa davvero riaprire prima della fine del mese. Si prosegue con la Pediatria, dove le reperibilità notturne sono ferme da più di un anno a causa dell’indisponibilità di medici, che a quanto pare non riescono a garantire le emergenze costringendo - come segnalano parecchi utenti - il Pronto Soccorso a fare i salti mortali per stabilizzare i piccoli pazienti e inviarli ai nosocomi vicini (Sassari, nella fattispecie). Si arriva poi alla Senologia, branca della Radiologia (già in sofferenza) che non riesce, per mancanza di personale, a far fronte alle visite routinarie delle pazienti oncologiche. Un servizio che, a quanto si vocifera nei corridoi dell’ospedale, sarebbe destinato alla chiusura proprio come la Ginecologia.

Sull’Oncologia, strettamente legata alla Senologia almeno nel versante femminile, si apre un’altra questione: si tratta di un reparto che per bacino d’utenza potrebbe triplicare i numeri che riesce a sostenere allo stato attuale, ma che è sostenuto dalla forza e dall’impegno di un solo medico e di alcune infermiere che operano, come si sa, con una abnegazione che ha davvero dello straordinario. Sono i lati umani di un piccolo ospedale periferico, un nosocomio che più volte i rappresentanti istituzionali hanno dichiarato di voler salvare ma che poi, a conti fatti, langue e teme la Spada di Damocle dei paventati tagli lineari. Così Nefrologia e Dialisi, che a fronte di un amplissimo bacino d’utenza languono in locali fatiscenti al limite delle norme.

Tutto, certo, è in sospeso in attesa di un definitivo assetto del sistema sanitario regionale che proprio in questi giorni sta vivendo la sua ennesima “trasformazione definitiva”: favola alla quale i pazienti ormai non danno più retta. Nota positiva a Ozieri è che stanno per finire - a quanto pare davvero, come confermano delle ben informate voci di corridoio - i lavori di sistemazione delle sale operatorie, annunciate dall’assessore Arru per fine novembre ma con un annuncio già a suo tempo preso “alla larga”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative