L’Unione dei Comuni ora si candida a guidare il territorio
Per il presidente Angelo Sini «è un esempio di ente virtuoso» Entità nata dal basso, conosce i problemi delle zone interne
OZIERI. Riordino degli enti locali come occasione per far valere gli esempi virtuosi della gestione associata, facendo valere questo modello a livello regionale. Questa la sfida che lancia il presidente dell’Unione dei Comuni del Logudoro Angelo Sini, sindaco di Pattada, in una riflessione a seguito dei risultati del referendum del 4 dicembre e delle ripercussioni di questo esito su quanto a suo tempo deciso dalla Regione Sardegna con la legge 2 del 2016. «Il referendum – dice Sini – ha anche dirette conseguenze sulla architettura istituzionale che la Regione Sardegna aveva previsto per i nostri territori. La legge regionale numero 2 del 2016 prevede infatti una struttura amministrativa che comprende Comuni, Unioni dei Comuni, Ambiti Territoriali Ottimali, Città metropolitane, Aree metropolitane, ma non prevede le Province. Il referendum del 4 dicembre ha invece sancito che tale ente intermedio deve continuare ad esistere. Il referendum offre quindi la possibilità di riscrivere la legge di riordino degli Enti Locali in maniera omogenea dando ai territori più voce rispetto a quanto previsto nella precedente stesura, dal momento che i territori sono stati posti di fronte al fatto compiuto, essendo stata minima la loro interlocuzione con la Regione». Da qui deve partire il dibattito, che deve vedere protagonisti i territori: una promessa che la Regione non ha mantenuto, quella della partecipazione delle cosiddette “periferie”. «Una riforma – dice Sini – è necessaria, poiché è doveroso rivisitare e rivedere le competenze e le funzioni spettanti a ciascun ente locale, ma questo deve essere fatto non in un’ottica di risparmio, ma in una visione che preveda maggiori servizi ai cittadini. Le zone interne – incalza Sini – vanno incontro a un declino che pare inarrestabile, e quindi il compito della politica è quello di evitare tale declino e garantire ai cittadini delle nostre comunità pari opportunità di sviluppo rispetto a chi vive nei grossi centri. Compito nostro è quello di fare in modo che l’azzeramento della riforma, legato all’esito referendario, diventi un’opportunità di confronto che porti ad una scrittura condivisa della nuova legge che riconosca i problemi delle zone interne, che ripensi alle funzioni associate dei Comuni garantendo un miglioramento delle condizioni effettive di vita dei cittadini e non un semplice risparmio di costi». E in questo senso non si può che vedere come virtuoso l’esempio dell’Unione del Logudoro, entità nata dal basso - dalla volontà dei sette Comuni unitisi ancor prima che la gestione associata divenisse indicazione dello Stato - e che in pochi anni è riuscita a ottenere ottimi risultati in vari ambiti. In primo luogo nella gestione associata della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti - egregiamente amministrata dalla Logudoro Servizi Srl - e in aggiunta nella gestione del trasporto scolastico, che di recente ha ottenuto un cospicuo finanziamento dalla Regione, anche per sopperire ai disagi creati dalla chiusura delle piccole scuole di paese.
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