Soprintendenza e università insieme per salvare i mosaici
Gli interventi di conservazione sui piani pavimentali saranno eseguiti dal Centro di restauro di Li Punti Grazie a sofisticate attrezzature verrà ridisegnata la grafica della planimetria dell’antica “Domus”
PORTO TORRES. All’interno dell’area archeologica della colonia romana di Turris Libisonis sono cominciati da alcuni giorni le attività di restauro e di conservazione della “Domus dei mosaici marini”. Si tratta di interventi di conservazione avviati dalla Soprintendenza Apab con la collaborazione tecnico-scientifica della facoltà di Architettura di Alghero. Le attività nei preziosi piani pavimentali policromi decorati, con riquadri che riproducono la fauna marina del golfo dell’Asinara, sono a cura dei tecnici del Centro di restauro e conservazione di Li Punti. Grazie agli accordi intrapresi fra i due enti pubblici, quindi, i tecnici e gli architetti della facoltà di Architettura sono intervenuti per procedere alla realizzazione dei rilievi della Domus romana: nell’occasione sono state impiegate sofisticate attrezzature utili per la raccolta di una serie di dati in formato digitale, che verranno elaborati con appositi software per la restituzione grafica della planimetria dell’edificio ma soprattutto dei mosaici oggetto degli interventi di conservazione. In questo modo si eviteranno infatti i rilievi eseguiti a contatto, che solitamente richiedono lunghe procedure effettuate manualmente. La raccolta dei dati documentali risulta fondamentale non solo per la ricerca scientifica ma soprattutto per pianificare, in base alle informazioni ottenute, le prossime azioni da attuare sul monumento archeologico. «Questo lavoro di ripresa è molto importante - ricorda la responsabile della sede di Porto Torres della Soprintendenza, Gabriella Gasperetti – perché ci permette di avere dei rilievi dei restauri sia prima che dopo i restauri stessi. Per riposizionare le tessere del mosaico che si sono staccate, poi, è necessario avere dei rilievi molto dettagliati, per poter fare un restauro corretto e un monitoraggio chiaro». In questi giorni è partita anche una richiesta di finanziamento da parte della Soprintendenza al Ministero (70mila euro) proprio per la messa in sicurezza e il restauro dei mosaici della Domus romana: il piano inferiore, composto da quattro vani e due vasche afferenti ad un ambiente centrale, sono decorati con mosaici policromi che sviluppano temi geometrici e figurativi, tratti dal mondo marino e dalla sua fauna. La raffinatezza e i temi dell’apparato decorativo riconducono la Domus ad una committenza elevata, un cittadino di alto rango con evidenti legami con il mare, e collocano la costruzione nel I secolo dopo Cristo. Per quanto riguarda la copertura del monumento, invece, nelle scorse settimane il Comune ha avviato le procedure amministrative per l’acquisto di un nuovo telo in sostituzione di quello strappato da una tromba d’aria. Un avvenimento di portata eccezionale che ha creato gravi danni alle installazioni di protezione già realizzate dall’ente locale.
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