Il sindaco risponde: «La Guardiola un atto degli uffici»
CASTELSARDO. «Non firmo io le ordinanze di demolizione degli abusi, non è una competenza né del sindaco nè della giunta o del consiglio». Franco Cuccureddu, primo cittadino di Castelsardo sceglie il...
CASTELSARDO. «Non firmo io le ordinanze di demolizione degli abusi, non è una competenza né del sindaco nè della giunta o del consiglio». Franco Cuccureddu, primo cittadino di Castelsardo sceglie il suo profilo Facebook per dire la sua con un lungo post sulla vicenda dello smantellamento del dehors del ristorante “La Guardiola”. Struttura abusiva che la coop che gestisce il famoso ristorante ha cominciato a smantellare, subito dopo Capodanno, prima che provvedesse il Comune come aveva chiesto l’ufficio tecnico con una determina alla quale la giunta aveva dato il via libera con una delibera. «Si tratta di un atto dovuto, compiuto dagli uffici, esattamente come ogni altro abuso, per i quali la demolizione è la conseguenza ineluttabile – taglia corto il sindaco – soprattutto in presenza di precise denunce, come in questo caso. Sulla vicenda si è anche pronunciato il Tar con un provvedimento inequivocabile e non impugnato». Segue la cronologia dei fatti e degli atti amministrativi che hanno portato all’epilogo dei giorni scorsi. Una vicenda cominciata nel 2001 quando Comune e Soprintendenza autorizzarono la Guardiola a realizzare, per il solo periodo estivo, una struttura precaria. Solo nell’inverno del 2013, ricorda Cuccureddu, la Soprintendenza sollecitò la verifica da parte del Comune della corrispondenza fra quanto autorizzato «e quanto effettivamente realizzato e soprattutto se il dehor in questione veniva effettivamente smantellato a fine settembre». La verifica viene eseguita nel settembre del 2015 e il 19 ottobre scatta, da parte del servizio tecnico del Comune di Castelsardo, l’ordinanza di demolizione del manufatto abusivo. Il Tar, cui si è rivolta la Coop La Guardiola, «ha confermato la legittimità dell’ordine di demolizione – scrive il sindaco – e non ne sospende l’esecuzione. In mancanza di adempimento spontaneo all’ordinanza di demolizione, il 18 aprile del 2016 la soprintendenza (informandone anche i carabinieri della tutela del patrimonio culturale) chiede quali atti abbia posto in essere il Comune, implicitamente segnalando una inerzia penalmente sanzionabile degli uffici». Il sindaco ricorda che sono trascorsi altri sette mesi dalla sanzione pecuniaria, applicata nel maggio del 2016 alla Coop. La Guardiola, all’avvio delle operazioni per la demolizione e rimessa in pristino dello stato dei luoghi. «La delibera della giunta del 21 dicembre 2016, proposta dall’Ufficio tecnico – scrive il sindaco – è un atto dovuto ed è una mera presa d’atto delle attività (obbligatorie) portate avanti dagli uffici per stimare i costi necessari nel caso di affidamento a terzi della demolizione. «Il Comune non chiude alcun ristorante, né revoca autorizzazioni commerciali – conclude il sindaco – il privato, se vorrà, potrà organizzarsi in locali idonei, come tutti gli altri ristoranti di Castelsardo».
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