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Sassari

Auto incendiate, rabbia e preoccupazione

L’ultimo attentato fallito ripropone il problema sicurezza, finora non è stata trovata alcuna soluzione

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PORTO TORRES. Il tentativo andato a vuoto di bruciare la Hyundai coupe 1600 alimentata a gas parcheggiata in via Puccini - domenica alle 2 - ripropone anche nel 2017 la preoccupazione per gli attentati incendiari che attanaglia in maniera crescente la popolazione. Anche perché a mancare, almeno agli occhi della gente, è quasi sempre un movente per questi atti intimodatori. In questo caso, ad esempio, la vittima è un giovane rappresentante che, ironia della sorte, aveva messo la sua auto in vendita e già trovato un compratore.

Da più parti invocano la presenza delle telecamere come deterrente per la banda della diavolina, ma il finanziamento regionale assegnato all’amministrazione per la telesorveglianza non è mai arrivato nelle casse comunali perché può essere liquidato solo dopo che la Regione ha approvato il bilancio. Anche sul possibile controllo notturno nel centro abitato da parte della compagnia barracellare – dopo l’incontro natalizio per la formazione propedeutica al controllo con capitano e luogotenente dei carabinieri – è calato il silenzio dopo gli annunci del sindaco durante l’Agorà pubblico del M5S e in consiglio comunale. A quanto pare il Comune è in contatto con la Prefettura per sapere con certezza se il pattugliamento in città dei barracelli sia una cosa possibile da attuare, ma dal palazzo di piazza d’Italia non è ancora arrivata risposta.

Nel frattempo le auto continunano ad essere bruciate e solo in sporadiche occasioni si è riusciti ad evitare il peggio per l’arrivo improvviso dei carabinieri in pattugliamento o per l’allarme (come in questo ultimo caso) dell’auto che è scattato e ha svegliato il vicino di casa. Troppo poco per la popolazine che invoca controlli e chiede di trovare una risposta. (g.m.)

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