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Sassari

Sicurezza e migranti Nulvi chiede più garanzie

di Mauro Tedde
Sicurezza e migranti Nulvi chiede più garanzie

Ieri il sindaco Cubaiu ha illustrato i timori della popolazione al viceprefetto La risposta di Salvatore Serra: «L’incidenza di episodi di violenza è nella media»

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NULVI. Emergenza sicurezza e possibile invio a Nulvi di un consistente gruppo di migranti. Questi i temi affrontati nel corso dell’incontro tenutosi ieri mattina fra il viceprefetto Salvatore Serra, il Comitato provinciale per la sicurezza e il sindaco di Nulvi Antonello Cubaiu. Sul tavolo l’emergenza legata alla repentina escalation di episodi criminosi verificati negli ultimi tempi a Nulvi che destano sempre maggiori preoccupazioni e paura fra la popolazione. Cubaiu ha ricordato diversi gravi episodi fra cui la razzia di formaggio ai danni della locale azienda lattiero casearia “San Pasquale” e il furto delle attrezzature del centro musicale comunale. Negli ultimi tempi si sono verificati anche incendi di autovetture, assalti notturni nei bar del paese a caccia di cambiamonete e macchinette slot e furti nelle abitazioni, fra cui proprio recentemente in quella di un pensionato con una grave invalidità che è stato alleggerito dei risparmi di un anno da utilizzare per pagare la casa in cui abita. Il sindaco ha chiesto alla Prefettura un intervento per programmare un potenziamento della stazione dei carabinieri presente in paese che pare disponga di un organico insufficiente per consentire un adeguato pattugliamento e controllo del territorio e per attenuare con una maggiore presenza di forze dell’ordine la percezione di paura da parte della comunità. La Prefettura ha risposto che in base alla statistiche il territorio di Nulvi rientra nelle medie nazionali rispetto all’incidenza di questi episodi e che in Sardegna ci sono purtroppo zone con incidenze molto più elevate e che comunque nel 60 per cento dei casi sono stati già individuati i responsabili. Il sindaco ha anche esternato le preoccupazioni destate dal possibile invio di un gruppo di 20-25 migranti in una struttura messa a disposizione da un privato cittadino.

«La comunità di Nulvi è sempre stata solidale e accogliente con tutti - ha spiegato - i cittadini arrivati dai paesi dell’Europa dell’Est ad esempio si sono integrati operando su tutti i profili sociali, culturali e produttivi. Allora però non era ancora emersa la crisi devastante che ormai da diversi anni continua a erodere e sgretolare posti di lavoro anzi, attualmente, il contesto economico produttivo e occupazionale è molto compromesso e con vaste sacche di indigenza e povertà che l’amministrazione comunale non riesce ad arginare. Nulvi peraltro - ha spiegato Cubaiu - ospita già una comunità che accoglie minori non accompagnati e il paese ha messo in campo tanta buona volontà per creare le condizioni di adattamento e di attenuazione del loro disagio. Inoltre già da 15 anni opera in paese una comunità protetta per vittime di tratta. È stato già dato insomma un notevole contributo da parte della comunità, un contributo ancora vivo, vero e autentico. Proprio per questo sono fermamente convinto che non si possono più chiedere ulteriori impegni e sforzi al paese. E il paese non è più in grado di farne perché non ha più energie».

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