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Sassari

A scuola torna il tepore I genitori: «Non capiti più»

di Salvatore Santoni
A scuola torna il tepore I genitori: «Non capiti più»

Sorso, dopo due giorni da incubo la situazione negli istituti si avvia alla normalità Il Comune ha dato disposizione ai manutentori di pompare calore dalle 7 alle 17

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SORSO. I primi due giorni da incubo e poi un piccolo miglioramento. La bufera sul caso delle “scuole-freezer” di Sorso inizia a placarsi. La temperatura negli istituti sta rientrando gradualmente alla normalità dopo le forti proteste innescate nei giorni scorsi da un gruppo di genitori degli alunni sorsensi. Ieri mattina l’amministrazione comunale ha dato mandato alla ditta che gestisce la manutenzione degli impianti di riscaldamento nelle scuole cittadine, la Siram, di pompare calore dalle 7 alle 17. Sono le 13 e l’atrio delle elementari di via Azuni già pullula di genitori pronti ad accogliere i loro figli al suono della campanella. In tanti hanno qualcosa da dire, ma soltanto se protetti dall’anonimato. C’è chi dice di aver parlato della situazione con l’amico politico, chi si è sfogato su Facebook e chi, invece, non ha idea di cosa succeda all’interno della scuola. Qualcuno ha sentito di stufe accese dalle insegnanti all’interno delle classi, altri invece raccontano nei dettagli gli ultimi tre giorni di disagi. I problemi maggiori sono nella scuola dell’infanzia di Cappuccini, soprattutto a causa della concomitanza di un intervento dell’Enel su una cabina elettrica. Gavina Mulas porta il bambino in questa scuola e non è molto contenta della situazione che si è creata: «Quando ho accompagnato il bambino a scuola gli impianti erano spenti, poi a mezzogiorno erano accesi. Ho saputo che oggi (ieri per chi legge, ndc) c’erano gli operai al lavoro e quindi spero che la situazione venga risolta una volta per tutte». Le figlie di Massimo Lizzeri, invece, frequentano le elementari di via Azuni. Il suo caso è il termometro che segna il gap di tepore da termosifone a termosifone. Sì, perché le bambine stanno in classi che si trovano agli antipodi del caseggiato. «I primi due giorni di scuola le bambine hanno sofferto il freddo – racconta il genitore –. Una mi ha detto di essere al caldo e l’altra invece di aver fatto lezione in giubbotto al freddo. Il fatto è che nessuno ci ha fatto sapere esattamente cosa stesse succedendo nella scuola». A buttare acqua sul fuoco delle polemiche, scoppiate su Facebook nei giorni scorsi, è intervenuto anche il presidente del Consiglio d’istituto, Luciano Meledina. «Il primo giorno di scuola c’è stato sicuramente un problema – commenta il rappresentante dei genitori – e si poteva risolvere meglio». Come? «Si poteva parlare col dirigente, poi eventualmente bussare forte alle porte del Comune. Il primo giorno i riscaldamenti sono stati spenti alle 12, ma il secondo giorno la situazione è migliorata». Gianni Esu, il dirigente dell’istituto comprensivo di Sorso, tira le somme di una tre giorni di polemiche: «Gli impianti non hanno alcun problema, si è tratto soltanto di un problema di timer. Ci sono stati degli interventi di verifica e la situazione è regolare». Il dirigente spiega di essersi sempre adoperato per il bene degli alunni e che il problema del riscaldamento si è presentato con tutta probabilità nei 15 giorni che le scuole sono rimaste chiuse per le vacanze natalizie. «In quel periodo – conclude Esu – i locali si sono raffreddati e la ripresa delle lezioni si è rivelata non troppo normale».

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