Florinas e Ossi insieme per onorare Sant’Antonio
OSSI. Torna l’appuntamento con Sant’Antonio Abate, la festa che da lunga tradizione richiama florinesi e ossesi nel pianoro tra Monte Mannu e Su Montigheddu, dove sorge la chiesetta romanica del XII...
OSSI. Torna l’appuntamento con Sant’Antonio Abate, la festa che da lunga tradizione richiama florinesi e ossesi nel pianoro tra Monte Mannu e Su Montigheddu, dove sorge la chiesetta romanica del XII secolo che in quell’epoca costituiva l’edificio di culto della villa di Briave. Un luogo denso di storia, che sorge in un crocevia importante verso i territori di Ossi, Florinas, Banari e Ittiri: nella vallata sottostante sorgeva la villa di Briai; a un centinaio di metri, sotto la collina di Su Montigheddu, testimonianze di una necropoli romana; oggi, attorno, fertili colture convivono con l’industria mineraria delle sabbie silicee. Da sempre chiesa e santo sono condivisi da ossesi e florinesi: i primi vantano il fatto che l’edificio sorge sul territorio comunale di Ossi; i secondi che esso appartiene al territorio ecclesiastico di Florinas. Sono stati comunque i florinesi ad aver salvato la chiesa dall’incuria e dall’abbandono; e sono tutt’oggi loro ad occuparsene con frequenti interventi di manutenzione e restauro.
E’ una festa squisitamente religiosa e agreste insieme, legata a riti antichi come la benedizione del fuoco, la benedizione del pane, la nascita di nuove “comparìe” (compare ’e fogarone). Anche quest’anno la ricorrenza ha l’ufficialità dei patrocini dei due comuni, quello di Florinas e quello di Ossi e la condivisione tra i due parroci della celebrazione dei riti religiosi. Lunedì 16 alle ore 19 sarà don Giosuè Carboni, parroco di Florinas, a presiedere la celebrazione dei riti religiosi: alle ore 19 i vespri solenni, alle 19,30 la benedizione del fuoco; quindi la colonna sonora dei cori dei due paesi e infine tutti attorno a Su Fogarone per riscaldarsi dal freddo di questo clima inclemente e per rievocare riti ancestrali insieme a promesse di pace e amicizia. Sul fuoco benedetto compariranno le griglie per arrosti fumanti e attorno spunteranno fiaschi di vino delle generose campagne florinesi e ossesi. L’indomani, giorno della festa del santo eremita, sarà don Andrea Stara, da qualche mese alla guida della parrocchia di Ossi, a presiedere il rito della messa. Come da tradizione seguiranno i brindisi, che stavolta saranno spontanei. Come d’incanto dai cofani delle macchine spunterà di tutto; vino soprattutto, cannonau e cagnulari, ma anche vermentino e moscato e specialità particolari, che andranno a consumarsi con salsicce, prosciutti, formaggi, insaccati di ogni genere, tutto regolarmente di produzione casereccia. La festa poi è di solito destinata a continuare tra amici e “greffe” nei casolari di campagna, accanto al tepore dei camini accesi. Ora la speranza è che il clima non tradisca le aspettative.
Pietro Simula
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